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Stalking, maltrattamenti e codice rosso: le regole speciali
Dal 2019 i reati di violenza domestica e di genere hanno un binario proprio, il «codice rosso», rafforzato nel 2023 e nel 2025: la vittima è sentita entro tre giorni, l'allontanamento e il divieto di avvicinamento arrivano in giorni con il braccialetto elettronico, l'arresto è obbligatorio e possibile anche su video, la custodia cautelare è la regola per i casi aggravati, la querela per lo stalking si può rimettere solo davanti al giudice. Per chi è indagato, spesso in una crisi familiare o sentimentale, la sequenza è rapida e le regole sono diverse da tutto il resto del sito. Questa scheda le spiega, insieme alle difese possibili e a ciò che non bisogna fare.
In breve
- Maltrattamenti (art. 572 c.p.): «chiunque… maltratta una persona della famiglia o comunque convivente» (o l'ex convivente se c'è un figlio in comune, o chi è sottoposto alla sua autorità o cura) è punito «con la reclusione da tre a sette anni»; aumentata «fino alla metà» in presenza o in danno di minori, di donne incinte, di disabili, o con armi; da quattro a nove, da sette a quindici, da dodici a ventiquattro anni se derivano lesioni gravi, gravissime, la morte; «da un terzo alla metà» se commesso come atto di controllo o possesso «in quanto donna» (L. 181/2025). D'ufficio; «il minore di anni diciotto che assiste ai maltrattamenti… si considera persona offesa».
- Atti persecutori (art. 612-bis): «con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità… ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita»: «da un anno a sei anni e sei mesi», aumentata se dall'ex coniuge o ex partner o «attraverso strumenti informatici», fino alla metà contro minori, incinte, disabili, con armi; «da un terzo a due terzi» per l'odio o il controllo «in quanto donna». A querela, con «sei mesi»; «la remissione della querela può essere soltanto processuale», e «la querela è comunque irrevocabile se il fatto è stato commesso mediante minacce reiterate» gravi; d'ufficio contro minori e disabili, se connesso a reato d'ufficio, e se l'autore era già stato ammonito.
- Il binario: la vittima è sentita dal PM «entro il termine di tre giorni dall'iscrizione» (art. 362, comma 1-ter, c.p.p.); l'allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento «non inferiore a mille metri» con il braccialetto, applicabili anche sotto i limiti di pena (artt. 282-bis, 282-ter); l'arresto obbligatorio in flagranza per maltrattamenti, stalking e violazione dei divieti (art. 380, lettera l-ter), anche in flagranza «differita» su video entro 48 ore (art. 382-bis); dal 2025 per i casi aggravati «sono applicate le misure degli arresti domiciliari o della custodia cautelare in carcere» salvo prova contraria (art. 275, comma 3.1). La violazione dell'allontanamento o del divieto è reato autonomo (art. 387-bis: «da sei mesi a tre anni e sei mesi») con arresto obbligatorio e misure senza limiti di pena.
- Prima della querela: la vittima può chiedere al questore l'ammonimento (DL 11/2009, art. 8; DL 93/2013, art. 3 per la violenza domestica): un invito orale «a tenere una condotta conforme alla legge», con il ritiro delle armi; chi è ammonito e persiste è perseguibile d'ufficio e con pena aumentata.
- Le uscite: per i maltrattamenti, patteggiamento (con la notifica alla persona offesa) e abbreviato, non la messa alla prova (pena massima sette anni), non la tenuità (art. 131-bis esclude 572 aggravato e 612-bis); per lo stalking la messa alla prova è esclusa (pena massima oltre quattro anni); remissione della querela solo in udienza e solo se non ci sono state minacce gravi; la riparazione dell'art. 162-ter «non si applica» allo stalking; la giustizia riparativa possibile con cautele. Il consiglio che vale per tutti: nessun contatto con la persona offesa, diretto o indiretto, dal primo momento.
Che cosa cambia rispetto agli altri reati
| Fase | Regola ordinaria | Codice rosso (572, 612-bis, 612-ter, 582 aggravate, 609-bis e seguenti, 583-quinquies, 575 tentato, 577-bis tentato, 593-ter aggravato) |
|---|---|---|
| Notizia di reato | Comunicazione della polizia «senza ritardo» | Comunicazione «immediatamente anche in forma orale» (art. 347, comma 3); audizione della vittima da parte del PM entro tre giorni (362, comma 1-ter), personalmente se lo chiede, non delegabile per lo stalking aggravato |
| Misure cautelari | Limiti di pena dell'art. 280 | Allontanamento e divieto di avvicinamento anche sotto i limiti (282-bis, comma 6; 282-ter); distanza minima mille metri; braccialetto obbligatorio salvo non necessario, con misura più grave se rifiutato o non fattibile; presunzione di domiciliari o carcere per le ipotesi aggravate (275, comma 3.1); custodia in carcere senza il limite dei tre anni di pena prevedibile (275, comma 2-bis); interrogatorio preventivo escluso per il pericolo di reiterazione (291, comma 1-quater) |
| Arresto | Secondo la pena | Obbligatorio in flagranza per 572, 612-bis, 387-bis (380, lettera l-ter); flagranza differita su video entro 48 ore (382-bis); allontanamento d'urgenza dalla casa familiare disposto dalla polizia (384-bis) |
| Persona offesa | Avvisi su richiesta | Comunicazione obbligatoria di evasione, scarcerazione, revoca o sostituzione delle misure (90-ter, 299, comma 2-bis); richieste di revoca notificate a lei a pena di inammissibilità (299, comma 3); avviso del 415-bis (per 572 e 612-bis); notifica della richiesta di patteggiamento (444, comma 1-quater); avviso dell'archiviazione con trenta giorni per opporsi (408, comma 3-bis); patrocinio a spese dello Stato senza limiti di reddito (76, comma 4-ter, DPR 115/2002); audizione protetta e incidente probatorio |
| Indagini | Un anno | Priorità; intercettazioni ammesse per lo stalking (266, lettera f-quater) e senza il tetto dei 45 giorni per le ipotesi aggravate; prescrizione raddoppiata per i maltrattamenti (157, comma 6) |
| Riti | Tutti | Tenuità esclusa (131-bis: 572 aggravato, 612-bis, 612-ter, 583-bis, 609-bis…); riparazione dell'art. 162-ter esclusa per lo stalking; remissione solo processuale per stalking e revenge porn; patteggiamento con avviso alla vittima; sospensione condizionale subordinata ai percorsi di recupero (165, comma 5, c.p.) |
| Esecuzione | Benefici ordinari | Benefici penitenziari subordinati all'osservazione (4-bis O.P. per alcuni reati); comunicazioni alla vittima; percorsi trattamentali |
Dal primo atto alla misura
- La denuncia o l'intervento: spesso una chiamata al 112 durante una lite, un accesso al pronto soccorso, una querela per stalking dopo mesi di messaggi. La polizia interviene, separa, raccoglie le dichiarazioni, e può disporre l'allontanamento d'urgenza dalla casa familiare (art. 384-bis) se ci sono «fondati motivi» di pericolo, con convalida del giudice entro 48 ore.
- Le prime 72 ore: la vittima è sentita dal PM; se il fatto è in flagranza, l'arresto; se no, la richiesta di misura cautelare, decisa spesso in pochi giorni senza interrogatorio preventivo (escluso per la reiterazione nei reati dell'art. 362, comma 1-ter).
- La misura: l'allontanamento (con l'eventuale assegno ai conviventi, art. 282-bis, comma 3) e il divieto di avvicinamento a mille metri con il braccialetto; per i casi aggravati, domiciliari o carcere. Il braccialetto si accetta; il rifiuto porta alla misura più grave. Il divieto di comunicare «attraverso qualsiasi mezzo» (282-ter, comma 3) comprende i messaggi tramite figli, amici, social.
- Il riesame in dieci giorni; l'interrogatorio di garanzia in cinque o dieci; la richiesta di modifica per le esigenze di lavoro (la frequentazione dei luoghi «necessaria per motivi di lavoro» è regolata dal giudice, art. 282-ter, comma 4) e per i figli (le visite sono disciplinate dall'autorizzazione del giudice, art. 282-bis, comma 1).
- Il processo: tribunale monocratico (per i maltrattamenti aggravati e il revenge porn lo dice espressamente l'art. 33-ter, comma 1-bis), con udienza preliminare; la vittima sentita con incidente probatorio e in modalità protetta; le dichiarazioni rese nei tre giorni utilizzate per le contestazioni.
- Il parallelo civile: la separazione, l'affidamento dei figli, gli ordini di protezione (art. 473-bis.69 e seguenti c.p.c.), la cui violazione è anch'essa reato (387-bis, secondo periodo); il tribunale civile e quello penale si informano (Famiglia, figli e violenza).
Le difese, e i limiti
I maltrattamenti richiedono l'abitualità: una serie di condotte (violenze, umiliazioni, privazioni) che rendano la convivenza abitualmente dolorosa; le liti reciproche e gli episodi isolati sono lesioni, minacce, ingiurie, non 572. Lo stalking richiede la reiterazione e uno degli eventi (ansia, timore, cambio di abitudini): due messaggi non bastano, cento sì, e la giurisprudenza è larga sull'evento. Le difese tipiche sono sul fatto (la ricostruzione, i messaggi in entrambe le direzioni, i testimoni, i contesti conflittuali di separazione in cui la denuncia arriva insieme alla causa civile) e sul dolo; ma nessuna difesa regge se durante il procedimento l'indagato continua a cercare la persona offesa: ogni contatto, anche «per chiarire», anche tramite terzi, è un nuovo elemento a carico e, se c'è un divieto, un nuovo reato con arresto. La querela per lo stalking si rimette solo in udienza davanti al giudice, che verifica la libertà della scelta (612-bis, comma 4), e mai se ci sono state minacce gravi; gli «accordi» sono guardati con sospetto. La messa alla prova non è ammessa per i maltrattamenti e per lo stalking (pena massima oltre quattro anni), mentre lo è per le lesioni lievi aggravate a citazione diretta e per il 387-bis. Il patteggiamento richiede la notifica alla persona offesa (444, comma 1-quater), che può presentare memorie. La sospensione condizionale per i reati di violenza domestica e di genere è subordinata «alla partecipazione a specifici percorsi di recupero presso enti o associazioni» (art. 165, comma 5, c.p.).
Casi frequenti
- «La mia ex mi ha querelato per stalking dopo che le ho scritto per i figli.» I messaggi sui figli non sono di per sé molestie, ma la loro frequenza, il tono e il contesto sì; smetti di scrivere direttamente, usa il difensore o un canale concordato in sede civile; conserva tutti i messaggi in entrambe le direzioni.
- «Mi hanno allontanato da casa e ho un divieto di avvicinamento a mille metri: casa e lavoro sono nella stessa via.» Chiedi subito la modifica al giudice (282-ter, comma 4) con la documentazione del datore; il giudice «prescrive le relative modalità».
- «Lei mi ha chiamato lei, e io ho risposto.» La violazione del divieto di comunicare è tua anche se l'iniziativa è dell'altra parte; non rispondere, documenta e informa il difensore, che segnala al giudice.
- «Il questore mi ha ammonito senza sentirmi.» L'ammonimento è un atto amministrativo: impugnabile al TAR in sessanta giorni; le sue conseguenze (procedibilità d'ufficio, pena aumentata, armi) sono gravi e la difesa va fatta subito.
- «Sono la persona offesa e voglio ritirare la querela.» Per lo stalking solo in udienza, e non se ci sono state minacce gravi; per i maltrattamenti la querela non esiste (d'ufficio). La pagina La tutela delle vittime di violenza è scritta per te.
Fonti
Codice penale, artt. 131-bis, 157, 162-ter, 165, 387-bis, 572, 575-577-bis, 582, 583-quinquies, 585, 593-ter, 609-bis, 612-bis, 612-ter; codice di procedura penale, artt. 33-ter, 90-ter, 266, 275, 280, 282-bis, 282-ter, 291, 299, 347, 362, 380, 382-bis, 384-bis, 408, 415-bis, 444; codice di procedura civile, art. 473-bis.69 e seguenti; DPR 115/2002, art. 76, comma 4-ter; DL 23 febbraio 2009, n. 11, art. 8; DL 14 agosto 2013, n. 93, art. 3; L. 19 luglio 2019, n. 69 (codice rosso); L. 24 novembre 2023, n. 168; L. 2 dicembre 2025, n. 181 (femminicidio e aggravanti). Verificato il 20 settembre 2026.
Dove chiedere aiuto
Questo sito spiega. Non difende nessuno e non risponde a nessuno.
Non ha un modulo di contatto e non ha un telefono. Chi ha un procedimento in corso ha bisogno di un difensore e dei canali ufficiali, che sono gli stessi per tutti:
- Un avvocato penalista — l'albo del Consiglio nazionale forense (consiglionazionaleforense.it) e l'albo online dell'Ordine della tua città dicono chi è davvero avvocato; presso ogni Ordine ci sono gli elenchi dei difensori d'ufficio e del patrocinio a spese dello Stato.
- Il difensore d'ufficio — se non ne hai uno, la polizia o il giudice ne nominano uno dagli elenchi (art. 97 c.p.p.); è tuo diritto sostituirlo con uno di fiducia in qualunque momento.
- La cancelleria e la segreteria della Procura — per la richiesta ex art. 335 c.p.p. (sapere se sei iscritto), per le copie degli atti depositati e per la nomina del difensore.
- Il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà (garantenazionaleprivatiliberta.it) e i garanti regionali e comunali — per chi è in carcere o in un luogo di custodia.
- Il 1522 (antiviolenza e stalking, 24 ore su 24), il 112 e i centri antiviolenza — per chi è vittima; il 800 290 290 antitratta.
La pagina Il difensore spiega come si sceglie e si verifica un avvocato, che cosa fa il difensore d'ufficio e come si ottiene il patrocinio a spese dello Stato.