indagato.com

I riti alternativi · Rito

Il giudizio abbreviato: il processo sugli atti, con lo sconto di un terzo

Nel giudizio abbreviato rinunci al dibattimento — niente testimoni in aula, niente controesame — e accetti di essere giudicato sugli atti che il pubblico ministero ha raccolto, in cambio di uno sconto di un terzo sulla pena in caso di condanna e della possibilità, comunque, di essere assolto. È il rito di chi ha un fascicolo che regge poco, di chi non può permettersi il dibattimento, di chi è detenuto. Questa pagina spiega come funziona, che cosa si può aggiungere agli atti, quando si chiede, che cosa si perde e che cosa si guadagna.

Verificato il 20 settembre 2026Lettura: 6 min

In breve

  1. «L'imputato può chiedere che il processo sia definito all'udienza preliminare allo stato degli atti» (art. 438, comma 1, c.p.p.): il giudice decide sul fascicolo del PM, sulle investigazioni difensive depositate e sulle prove eventualmente assunte in udienza. La richiesta è un diritto: il giudice «dispone il giudizio abbreviato» con ordinanza (comma 4), salvo che il reato sia punito con l'ergastolo (comma 1-bis).
  2. Lo sconto: «in caso di condanna, la pena… è diminuita della metà se si procede per una contravvenzione e di un terzo se si procede per un delitto» (art. 442, comma 2); e se non impugni, «la pena inflitta è ulteriormente ridotta di un sesto dal giudice dell'esecuzione» (comma 2-bis). L'assoluzione resta possibile: l'abbreviato non è un'ammissione.
  3. Abbreviato condizionato: puoi «subordinare la richiesta ad una integrazione probatoria necessaria ai fini della decisione» (un testimone, una perizia, un documento), che il giudice ammette se «necessaria» e se il rito «realizza comunque una economia processuale» rispetto al dibattimento (comma 5), con prova contraria del PM; in subordine puoi chiedere l'abbreviato «secco» o il patteggiamento (comma 5-bis).
  4. Il prezzo: la richiesta «determina la sanatoria delle nullità, sempre che non siano assolute, e la non rilevabilità delle inutilizzabilità, salve quelle derivanti dalla violazione di un divieto probatorio», e «preclude ogni questione sulla competenza per territorio» (comma 6-bis): gli atti irregolari delle indagini diventano utilizzabili. Il giudice può comunque «assumere, anche d'ufficio, gli elementi necessari» (art. 441, comma 5). L'appello è limitato: non contro le assoluzioni; il PM non può appellare le condanne salvo modifica del titolo (art. 443).
  5. Quando: nell'udienza preliminare «fino a che non siano formulate le conclusioni» (comma 2); nella predibattimentale prima della sentenza di non luogo a procedere; nell'immediato entro quindici giorni; nel direttissimo dopo la convalida; con l'opposizione al decreto penale. Rigettato o dichiarato inammissibile, si può riproporre prima del dibattimento e, se il rigetto era ingiustificato, il giudice del dibattimento applica comunque lo sconto (comma 6-ter).

Come si svolge

  1. La richiesta, «oralmente o per iscritto», con volontà espressa «personalmente o per mezzo di procuratore speciale» e firma autenticata anche dal difensore (art. 438, commi 2-3). Se la presenti «immediatamente dopo il deposito dei risultati delle indagini difensive», il PM può chiedere fino a sessanta giorni per indagini suppletive «limitatamente ai temi introdotti dalla difesa», e tu puoi revocare (comma 4): è la regola che evita l'agguato con le investigazioni difensive dell'ultimo minuto.
  2. L'ordinanza che dispone il rito; da quel momento il fascicolo del PM è il materiale della decisione, insieme alla documentazione delle indagini successive (art. 419, comma 3) e alle prove assunte (art. 442, comma 1-bis). La costituzione di parte civile dopo l'ordinanza «equivale ad accettazione del rito» (art. 441, comma 2); la parte civile che non accetta non subisce la sospensione della causa civile (comma 4).
  3. L'udienza, in camera di consiglio (pubblica se tutti gli imputati lo chiedono, art. 441, comma 3), con le regole dell'udienza preliminare: discussione del PM, della parte civile e del difensore; le prove dell'abbreviato condizionato e quelle disposte d'ufficio dal giudice si assumono con le forme dell'udienza preliminare e, se dichiarative, sono registrate (comma 6). Puoi fare dichiarazioni spontanee e chiedere di essere esaminato.
  4. La sentenza, con le regole del dibattimento (art. 442, comma 1: artt. 529 e seguenti): assoluzione, anche per insufficienza di prove; oppure condanna con la pena «diminuita della metà… o di un terzo». Il giudice della condanna può applicare pene sostitutive e sospensione condizionale come in ogni giudizio.
  5. Dopo: se non impugni (né tu né il difensore), il giudice dell'esecuzione riduce la pena di un ulteriore sesto (comma 2-bis, introdotto dalla riforma del 2022): un anno e sei mesi diventano un anno e tre mesi. L'appello è possibile contro la condanna (non contro il proscioglimento), e si svolge con il rito camerale (art. 443, comma 4); il PM può appellare solo se la sentenza «modifica il titolo del reato».

Che cosa si guadagna, che cosa si perde

AbbreviatoDibattimento
Pena in caso di condanna−1/3 (delitti), −1/2 (contravvenzioni); ulteriore −1/6 senza impugnazionePiena
ProveGli atti delle indagini (sommarie informazioni, informative, consulenze del PM) valgono come prova, senza controesame; più le investigazioni difensive e le prove condizionate o disposte d'ufficioLe prove si formano in aula: i testimoni vengono esaminati e controesaminati; le dichiarazioni rese alla polizia servono solo per le contestazioni
Vizi degli attiSanati (nullità relative e intermedie) o non rilevabili (inutilizzabilità «fisiologiche»); restano le nullità assolute e le inutilizzabilità da divieto probatorio (intercettazioni fuori dai casi, dichiarazioni senza avvertimenti, prove vietate)Tutti deducibili nei termini
TempoUna o poche udienze; sentenza in mesi; utile per chi è in custodia (i termini di fase dell'abbreviato sono più brevi: art. 303, comma 1, lettera b-bis)Anni, con udienze di rinvio
PubblicitàCamera di consiglio: nessun pubblico, nessun cronista in aulaUdienza pubblica
AppelloSolo contro la condanna; il PM solo se cambia il titolo del reato; rito cameraleOrdinario, con i limiti generali
Costi legaliContenutiPiù udienze, testimoni, consulenti
EsclusioniReati puniti con l'ergastolo (dal 2019)

La scelta si fa leggendo il fascicolo: l'abbreviato conviene quando gli atti del PM sono deboli o contraddittori (il giudice li legge come sono, senza che i testimoni possano «aggiustare» in aula), quando le prove a carico sono documentali e non cambierebbero con il dibattimento, quando la pena prevedibile è alta e lo sconto pesa, quando si è detenuti; non conviene quando la difesa ha bisogno del controesame per smontare un testimone, quando ci sono nullità o inutilizzabilità che il rito sanerebbe, quando il dibattimento può portare all'assoluzione per ragioni che gli atti non mostrano. L'abbreviato condizionato è il compromesso: si chiede l'unica prova che serve (il testimone chiave, la perizia) e si tiene lo sconto.

Casi frequenti

  • «Il GUP ha rigettato l'abbreviato condizionato.» Puoi chiedere subito l'abbreviato secco o il patteggiamento (comma 5-bis, se lo avevi previsto nella richiesta), oppure riproporre la richiesta prima del dibattimento: se il giudice del dibattimento «ritiene… ingiustificato il rigetto, ammette il giudizio abbreviato» (comma 6-ter).
  • «Sono accusato di un reato con l'ergastolo.» L'abbreviato è escluso (comma 1-bis, legge 33/2019); ma se il fatto viene poi qualificato in modo da ammetterlo, il giudice del dibattimento «applica la riduzione della pena» (comma 6-ter).
  • «Con l'abbreviato perdo la possibilità di contestare le intercettazioni?» Le inutilizzabilità «derivanti dalla violazione di un divieto probatorio» (intercettazioni fuori dai casi consentiti, art. 271) restano deducibili; quelle «fisiologiche» (atti fuori termine, mancato deposito) no. Il difensore le distingue prima di chiedere il rito.
  • «Ho scelto l'abbreviato e sono stato condannato: appello?» Sì, contro la condanna, con il rito camerale; ma appellando perdi l'ulteriore sesto di sconto. La scelta si fa confrontando la probabilità di successo in appello con un sesto della pena.
  • «Sono in custodia cautelare.» L'abbreviato accorcia i tempi e i termini di fase della custodia (tre, sei o nove mesi dall'ordinanza secondo la pena); la condanna con pena ridotta e la custodia già sofferta si computano (art. 657).

Fonti

Codice di procedura penale, artt. 303, 419, 422, 438, 441, 441-bis, 442, 443, 458, 461, 529 e seguenti, 554-ter, 599, 657 (testo vigente su normattiva.it); L. 12 aprile 2019, n. 33 (esclusione per l'ergastolo); D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (ulteriore riduzione di un sesto; art. 438, comma 6-ter). Verificato il 20 settembre 2026.

Dove chiedere aiuto

Questo sito spiega. Non difende nessuno e non risponde a nessuno.

Non ha un modulo di contatto e non ha un telefono. Chi ha un procedimento in corso ha bisogno di un difensore e dei canali ufficiali, che sono gli stessi per tutti:

  • Un avvocato penalista — l'albo del Consiglio nazionale forense (consiglionazionaleforense.it) e l'albo online dell'Ordine della tua città dicono chi è davvero avvocato; presso ogni Ordine ci sono gli elenchi dei difensori d'ufficio e del patrocinio a spese dello Stato.
  • Il difensore d'ufficio — se non ne hai uno, la polizia o il giudice ne nominano uno dagli elenchi (art. 97 c.p.p.); è tuo diritto sostituirlo con uno di fiducia in qualunque momento.
  • La cancelleria e la segreteria della Procura — per la richiesta ex art. 335 c.p.p. (sapere se sei iscritto), per le copie degli atti depositati e per la nomina del difensore.
  • Il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà (garantenazionaleprivatiliberta.it) e i garanti regionali e comunali — per chi è in carcere o in un luogo di custodia.
  • Il 1522 (antiviolenza e stalking, 24 ore su 24), il 112 e i centri antiviolenza — per chi è vittima; il 800 290 290 antitratta.

La pagina Il difensore spiega come si sceglie e si verifica un avvocato, che cosa fa il difensore d'ufficio e come si ottiene il patrocinio a spese dello Stato.