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I reati frequenti · Scheda reato

Reati informatici: accesso abusivo, revenge porn, danneggiamento, frode

Il codice penale ha una sezione informatica scritta nel 1993 e riscritta a pezzi fino alla legge sulla cybersicurezza del 2024, che ha alzato le pene di quasi tutto: entrare in un sistema senza permesso, restarci oltre l'autorizzazione, cancellare dati, intercettare comunicazioni, spostare denaro alterando un sistema, diffondere immagini intime. Sono reati che lasciano tracce precise — log, indirizzi, dispositivi — e la difesa è tecnica prima che giuridica. Questa scheda mette in fila le figure con le pene aggiornate, spiega chi indaga e con quali strumenti, e dove si concentra la difesa.

Verificato il 20 settembre 2026Lettura: 7 min

In breve

  1. Accesso abusivo (615-ter): «chiunque abusivamente si introduce in un sistema informatico o telematico protetto da misure di sicurezza ovvero vi si mantiene contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, è punito con la reclusione fino a tre anni», a querela. Per le Sezioni Unite risponde anche chi ha le credenziali ma le usa per scopi estranei a quelli per cui gli sono state date (il dipendente che consulta banche dati per fini propri): la pena sale da due a dieci anni se il fatto è commesso «con abuso della qualità di operatore del sistema», da un pubblico ufficiale, con violenza o minaccia, o se ne deriva danneggiamento, sottrazione o «inaccessibilità» dei dati, e si procede d'ufficio; per i sistemi pubblici (sanità, ordine pubblico, difesa) da tre a dieci e da quattro a dodici anni (aumenti della L. 90/2024).
  2. Dati e sistemi: chi «distrugge, deteriora, cancella, altera o sopprime informazioni, dati o programmi informatici altrui» risponde di danneggiamento (635-bis: da due a sei anni, a querela; da tre a otto con abuso di qualità o violenza); per i dati e i sistemi pubblici o di interesse pubblico (635-ter, 635-quinquies) pene più alte e d'ufficio; chi «fraudolentemente intercetta» o interrompe comunicazioni informatiche (617-quater: da un anno e sei mesi a cinque anni) o ne falsifica il contenuto (617-sexies: da uno a quattro); chi si procura o diffonde codici, password e strumenti di accesso (615-quater: fino a due anni) o programmi dannosi (615-quinquies).
  3. Frode informatica (640-ter): alterare un sistema o intervenire sui dati per procurarsi un profitto con danno altrui: da sei mesi a tre anni; «da uno a cinque anni» se «il fatto produce un trasferimento di denaro, di valore monetario o di valuta virtuale» o è commesso con abuso della qualità di operatore; «da due a sei anni» con «furto o indebito utilizzo dell'identità digitale»; a querela nel caso base. È il reato dei bonifici dirottati, del phishing, del SIM swap; accanto, l'indebito utilizzo di carte e strumenti di pagamento (493-ter) e il riciclaggio per chi fa girare il denaro (Truffa, frodi online e money mule).
  4. Diffusione illecita di immagini intime (612-ter, «revenge porn»): chi, «dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate» è punito con la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5.000 a 15.000 euro; stessa pena per chi li ha ricevuti e li diffonde «al fine di recare… nocumento»; aggravanti per il partner o ex, per l'uso di strumenti informatici, per la vulnerabilità della vittima, e dal 2025 per l'odio di genere; querela in sei mesi, remissione «soltanto processuale».
  5. Chi indaga: per l'accesso abusivo, le intercettazioni, i danneggiamenti, la frode informatica la procura distrettuale (51, comma 3-quinquies, c.p.p.) con la polizia postale e le sezioni specializzate; gli strumenti: sequestro dei dispositivi e copia forense (254-bis: acquisizione «con modalità che assicurino la conformità dei dati acquisiti a quelli originali e la loro immodificabilità»), richieste ai provider, tabulati telematici (dodici mesi), dati degli abbonati, intercettazioni telematiche. Le società rispondono ai sensi del D.Lgs. 231/2001 (24-bis).

Quale reato, in quale caso

SituazioneReatoPenaProcedibilità
Entrare nell'e-mail o nel profilo social del partner con la password conosciuta615-ter, comma 1 (introduzione abusiva: la conoscenza della password non è consenso)Fino a 3 anniQuerela
Dipendente che consulta la banca dati aziendale o pubblica per fini propri (visure, dati di clienti, cartelle cliniche)615-ter, comma 2, n. 1 (abuso della qualità di operatore o pubblico ufficiale), secondo le Sezioni Unite (2011 e 2017)2-10 anniD'ufficio
Copiare dati aziendali prima di andarsene, cancellare file615-ter aggravato (sottrazione o inaccessibilità dei dati, n. 3) e/o 635-bis; appropriazione o rivelazione di segreti (621-623)2-10; 2-6D'ufficio / querela
Installare uno spyware sul telefono di un familiare617-quater (intercettazione), 615-ter, 615-quater; interferenze illecite nella vita privata (615-bis)1 anno e 6 mesi-5 anni; e le altreQuerela nel caso base; d'ufficio se aggravato
Attacco ransomware, cancellazione di server, DDoS635-bis/635-quater (dati e sistemi privati), 635-ter/quinquies (pubblici), estorsione se c'è riscatto (629)2-6 e oltre; 3-8; estorsione 5-10Querela per 635-bis; d'ufficio gli altri
Phishing, bonifico dirottato, SIM swap, home banking violato640-ter (aggravato dal trasferimento di denaro o dall'identità digitale), 493-ter (carte), 615-ter, riciclaggio per chi incassa1-5 / 2-6D'ufficio se aggravato
Diffondere foto intime dell'ex; inoltrare in un gruppo un video ricevuto612-ter, commi 1 e 21-6 anni + multa; aggravato per l'ex e per l'uso della reteQuerela in 6 mesi; remissione solo processuale
Creare un profilo falso a nome di un'altra personaSostituzione di persona (494); 640-ter se c'è profitto con identità digitale; 595 se diffamaFino a 1 anno; 2-6D'ufficio (494)
Usare la password di un collega per lavorare (con il suo permesso)Di regola non 615-ter se il titolare consente e non c'è finalità estranea; violazione di policy aziendale

Dal lato dell'indagato: le fasi

  1. La notizia: denuncia della vittima con screenshot e log, segnalazione del provider o della banca, indagini su altri fatti; la polizia postale acquisisce i log dai gestori (IP, orari), i dati degli abbonati, i tabulati telematici (conservati dodici mesi) e chiede il sequestro dei dispositivi.
  2. La perquisizione informatica e il sequestro (247, comma 1-bis; 254-bis; 260): telefoni, computer, dischi, account cloud; la copia forense e la restituzione dei dispositivi; l'analisi come accertamento ripetibile sulla copia (Sequestro di telefono e computer).
  3. La difesa tecnica: l'attribuzione (chi era alla tastiera: IP condivisi, reti aperte, dispositivi usati da più persone, VPN, orari incompatibili), l'integrità della prova (hash, catena di custodia), le «misure di sicurezza» violate (per il 615-ter il sistema deve essere protetto), il consenso o l'autorizzazione (documentata), la volontà «tacita» di esclusione (policy, avvisi), l'assenza di dolo (accessi involontari, link automatici); il consulente informatico forense è indispensabile (Consulenti, perizie e accertamenti).
  4. Le uscite: per i reati a querela, remissione con risarcimento e rimozione dei contenuti; condotte riparatorie (162-ter); tenuità per gli accessi senza danno; messa alla prova entro i limiti; patteggiamento; per il revenge porn la remissione è solo processuale e la querela è a sei mesi.
  5. Dopo: la confisca dei dispositivi usati per il reato (240, comma 1-bis: obbligatoria per i reati informatici), le pene accessorie, l'iscrizione, e per il revenge porn l'ordine di rimozione e il diritto della vittima alla cancellazione (Garante, art. 144-bis codice privacy).

Casi frequenti

  • «Ho letto i messaggi di mia moglie sul suo telefono sbloccato.» Se il telefono non era protetto da misure di sicurezza al momento (sbloccato e lasciato aperto), il 615-ter è discusso; se hai usato il codice contro la sua volontà, è accesso abusivo; leggere e usare le chat può integrare anche il 616 (violazione di corrispondenza); nel civile pesa comunque.
  • «Sono un impiegato pubblico e ho fatto una visura per un amico.» Sezioni Unite: accesso abusivo aggravato (615-ter, comma 2, n. 1, da due a dieci anni), d'ufficio, più eventuale rivelazione di segreto d'ufficio (326); la tenuità è esclusa dalla pena; la difesa è sull'assenza di finalità estranee e sul consenso del titolare del dato.
  • «Il mio conto è stato usato per ricevere e girare soldi di una frode.» Rischi il riciclaggio (648-bis) o l'autoriciclaggio, non la frode informatica: la prova della buona fede e la collaborazione immediata con la banca e la polizia sono la difesa (Money mule).
  • «Ho inoltrato in un gruppo un video intimo che circolava già.» 612-ter, comma 2: chi «avendo ricevuto o comunque acquisito» le immagini le diffonde senza consenso «al fine di recare… nocumento»: il dolo specifico è la difesa, ma l'inoltro a un gruppo di conoscenti della vittima lo prova; aggravante per il mezzo informatico.
  • «Hanno sequestrato tutti i miei dispositivi per un accesso abusivo contestato di due anni fa.» Il sequestro deve essere proporzionato: chiedi la copia forense e la restituzione (262-263), il riesame per i dispositivi non pertinenti, e la restituzione dei dati personali estranei.

Fonti

Codice penale, artt. 240, 493-ter, 494, 612-ter, 615-bis, 615-ter, 615-quater, 615-quinquies, 616, 617-quater, 617-sexies, 621, 623, 629, 635-bis, 635-ter, 635-quater, 635-quinquies, 640-ter, 648-bis (testo vigente su normattiva.it, con le modifiche della L. 28 giugno 2024, n. 90, e della L. 2 dicembre 2025, n. 181); codice di procedura penale, artt. 51, 247, 254-bis, 260, 262, 263; L. 18 marzo 2008, n. 48; D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, art. 144-bis; D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, art. 24-bis; Cass. pen., Sez. Un., 27 ottobre 2011, n. 4694/2012 (Casani) e 18 maggio 2017, n. 41210 (Savarese). Verificato il 20 settembre 2026.

Dove chiedere aiuto

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Non ha un modulo di contatto e non ha un telefono. Chi ha un procedimento in corso ha bisogno di un difensore e dei canali ufficiali, che sono gli stessi per tutti:

  • Un avvocato penalista — l'albo del Consiglio nazionale forense (consiglionazionaleforense.it) e l'albo online dell'Ordine della tua città dicono chi è davvero avvocato; presso ogni Ordine ci sono gli elenchi dei difensori d'ufficio e del patrocinio a spese dello Stato.
  • Il difensore d'ufficio — se non ne hai uno, la polizia o il giudice ne nominano uno dagli elenchi (art. 97 c.p.p.); è tuo diritto sostituirlo con uno di fiducia in qualunque momento.
  • La cancelleria e la segreteria della Procura — per la richiesta ex art. 335 c.p.p. (sapere se sei iscritto), per le copie degli atti depositati e per la nomina del difensore.
  • Il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà (garantenazionaleprivatiliberta.it) e i garanti regionali e comunali — per chi è in carcere o in un luogo di custodia.
  • Il 1522 (antiviolenza e stalking, 24 ore su 24), il 112 e i centri antiviolenza — per chi è vittima; il 800 290 290 antitratta.

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