Difendersi nelle indagini · Guida
Remissione di querela, risarcimento e accordi con la persona offesa
Per i reati perseguibili a querela — oggi molti di più, dopo la riforma del 2022 — la via d'uscita più netta non passa dal giudice ma dalla persona offesa: se rimette la querela, il reato è estinto. Attorno a questa possibilità si muovono il risarcimento, le scuse, gli accordi scritti, la giustizia riparativa, e anche molti errori: pagare senza garanzie, contattare la vittima nel modo sbagliato, firmare transazioni che valgono poco. Questa pagina spiega come funziona la remissione, che cosa ottiene il risarcimento quando la querela non si può rimettere, e come si fanno gli accordi senza peggiorare la posizione.
In breve
- «Nei reati punibili a querela della persona offesa, la remissione estingue il reato» (art. 152, comma 1, c.p.). Può essere processuale (dichiarata all'autorità che procede o a un ufficiale di polizia giudiziaria, anche con procuratore speciale, art. 340 c.p.p.) o extraprocessuale, espressa o tacita: «quando il querelante ha compiuto fatti incompatibili con la volontà di persistere nella querela», quando «senza giustificato motivo, non compare all'udienza alla quale è stato citato in qualità di testimone», o quando ha partecipato a un programma di giustizia riparativa «concluso con un esito riparativo» (art. 152, commi 2-3). La remissione «può intervenire solo prima della condanna» (art. 152), cioè fino alla sentenza definitiva, anche in appello o in Cassazione.
- Serve l'accettazione del querelato: «la remissione non produce effetto, se il querelato l'ha espressamente o tacitamente ricusata» (art. 155): chi vuole l'assoluzione piena può rifiutarla. La remissione a favore di uno dei coautori si estende a tutti (155, comma 3). Le spese del procedimento «sono a carico del querelato, salvo che nell'atto di remissione sia stato diversamente convenuto» (340, comma 4): l'accordo deve dirlo.
- Non tutto è rimettibile: la querela per violenza sessuale è irrevocabile (609-septies); per lo stalking la remissione è solo processuale ed è esclusa se il fatto è commesso con minacce reiterate gravi (612-bis, comma 4); i reati procedibili d'ufficio (lesioni gravi, maltrattamenti, rapina, furto aggravato in casa…) non si estinguono per volontà della vittima, ma il risarcimento pesa comunque.
- Se la querela non si può rimettere, il risarcimento ha altri effetti: attenuante per «l'avere, prima del giudizio, riparato interamente il danno» (62, n. 6: fino a un terzo di pena in meno); estinzione del reato per condotte riparatorie nei reati a querela rimettibile, se prima del dibattimento hai riparato «interamente… il danno… mediante le restituzioni o il risarcimento» ed eliminato le conseguenze, anche con offerta reale rifiutata dalla vittima se il giudice la ritiene congrua (162-ter); condizione per la sospensione condizionale (165), per il patteggiamento con pena sopra due anni in alcuni reati (444, comma 1-ter), per la messa alla prova (il programma prevede le condotte riparatorie).
- Gli accordi: mai contatti diretti con la vittima dopo una denuncia per reati di violenza o minaccia (rischi l'aggravamento e una misura cautelare); il canale è il difensore, con il difensore della vittima; la scrittura deve prevedere la remissione (con le forme di legge), l'accettazione, le spese, la rinuncia all'azione civile, la quietanza; il pagamento avviene contro la remissione, non prima e non dopo; una «transazione» firmata al bar senza queste clausole estingue il debito civile ma non il reato.
La remissione, passo per passo
- Verifica che il reato sia a querela rimettibile: lesioni lievi e lievissime (582, con le eccezioni dell'art. 582, comma 2), percosse, minaccia semplice, furto semplice e diverse ipotesi aggravate dal 2022, danneggiamento semplice, truffa semplice, appropriazione indebita, diffamazione, ingiuria (illecito civile), molestie, violazione di domicilio, sostituzione di persona, lesioni stradali lievi… Esclusi: reati d'ufficio e quelli con querela irrevocabile.
- Chi può rimettere: il querelante; per i minori di quattordici anni e gli interdetti il rappresentante legale; il minore ultraquattordicenne può rimettere con l'approvazione del rappresentante (153); gli eredi, tutti d'accordo, se l'offeso è morto (156, come corretto dalla Corte costituzionale con la sent. 151/1975).
- La forma (340 c.p.p.): dichiarazione «ricevuta dall'autorità procedente o da un ufficiale di polizia giudiziaria», personalmente o con procuratore speciale (procura notarile o autenticata dal difensore); nel processo, a verbale d'udienza. Una lettera privata è remissione extraprocessuale espressa: vale, ma va provata e prodotta, e il querelato deve accettarla.
- L'accettazione: espressa a verbale o con dichiarazione, o tacita; il difensore del querelato la formalizza subito, con la richiesta di sentenza di non doversi procedere (531 c.p.p.) o di archiviazione se si è ancora nelle indagini (411).
- Le spese: senza patto contrario le paga il querelato (340, comma 4); l'accordo può prevedere che restino a carico di ciascuno o della vittima; le spese della parte civile, se costituita, vanno regolate a parte.
- L'esito: nelle indagini, archiviazione «perché il reato è estinto» (411); nel processo, sentenza di non doversi procedere (531); nessuna iscrizione nel casellario: le sentenze di proscioglimento e di non doversi procedere non si iscrivono, salvo quelle per difetto di imputabilità (DPR 313/2002, art. 3) (Il casellario).
Quando la querela non basta: gli altri effetti del risarcimento
| Strumento | Presupposti | Effetto | Attenzione |
|---|---|---|---|
| Condotte riparatorie (162-ter c.p.) | Reato a querela rimettibile; riparazione integrale (restituzioni o risarcimento) ed eliminazione delle conseguenze entro l'apertura del dibattimento; anche offerta reale non accettata se congrua; termine fino a 6 mesi se non hai potuto pagare per fatto non tuo | Estinzione del reato anche contro la volontà della vittima che non rimette | Escluso per lo stalking (612-bis); il giudice valuta la congruità; la somma deve coprire tutto il danno, anche morale |
| Attenuante (62, n. 6) | Riparazione integrale prima del giudizio, o attivarsi «spontaneamente ed efficacemente» per attenuare le conseguenze | Pena diminuita fino a un terzo | «Integrale»: un acconto non basta; vale anche per i reati d'ufficio |
| Sospensione condizionale subordinata (165) | Il giudice può subordinare la sospensione al risarcimento o alle restituzioni entro un termine | Pena sospesa | Se non paghi nel termine, la sospensione è revocata |
| Messa alla prova (168-bis) | Programma con «condotte volte all'eliminazione delle conseguenze dannose» e, «ove possibile», il risarcimento | Estinzione del reato a esito positivo | Il risarcimento è parte del programma, non condizione di ammissione se impossibile (La messa alla prova) |
| Tenuità del fatto (131-bis) | Il giudice tiene conto «anche della condotta susseguente al reato» | Non punibilità | Il risarcimento è un elemento, non un diritto (La tenuità del fatto) |
| Giustizia riparativa (D.Lgs. 150/2022, artt. 42-67) | Accesso in ogni fase, su invio del giudice o del PM (129-bis c.p.p.), con il consenso di entrambi; programmi nei Centri | Esito riparativo valutato ai fini della pena (133 c.p.), remissione tacita (152), attenuante, sospensione con condizioni | Volontaria, confidenziale, gratuita; non è una trattativa sul prezzo (Condotte riparatorie e giustizia riparativa) |
| Parte civile e transazione | Accordo sul danno con rinuncia alla costituzione o revoca (82 c.p.p.) | Chiude il fronte civile nel processo | Non estingue il reato d'ufficio; la revoca va formalizzata |
Gli accordi: come si fanno
- Il canale: difensore con difensore (o con la vittima direttamente se non ne ha uno, con cautela e per iscritto); nei reati di violenza, minaccia, stalking, maltrattamenti, nessun contatto dell'indagato, dei familiari o degli amici con la vittima: è il modo più rapido per ottenere un divieto di avvicinamento o un'aggravante.
- La scrittura: identificazione del procedimento; somma, modalità e tempi; dichiarazione della vittima di rimettere la querela «con le forme dell'art. 340 c.p.p.» contestualmente al pagamento; accettazione del querelato; regolazione delle spese (340, comma 4); rinuncia all'azione civile e a ogni altra pretesa per il fatto; quietanza; eventuale riserbo. Non promesse di «ritirare la denuncia» per reati d'ufficio: non è possibile e chi la promette non può darla.
- Il pagamento: tracciato (bonifico con causale neutra), contestuale alla remissione a verbale o alla dichiarazione autenticata. La remissione «non può essere sottoposta a termini o a condizioni» e «può intervenire solo prima della condanna» (art. 152, ultimi commi): non si può rimettere «a condizione che paghi le rate»; se il pagamento è rateale, o si rimette dopo l'ultima rata, o si usa il 162-ter con deposito della somma. Nell'atto di remissione la vittima può rinunciare anche alle restituzioni e al risarcimento (art. 152, ultimo comma).
- Le scuse e il riconoscimento del fatto: possono essere richieste dalla vittima; nel contesto della giustizia riparativa sono confidenziali (D.Lgs. 150/2022, art. 51: le dichiarazioni non sono utilizzabili nel processo); in una scrittura privata sono un'ammissione utilizzabile: si scrive «senza riconoscimento di responsabilità» o non si scrive.
- Il contrario: la vittima che chiede una somma per rimettere la querela esercita un diritto; se la richiesta diventa una pressione con minaccia di ulteriori denunce o di diffusione di notizie, può configurare estorsione; il difensore valuta e documenta.
Casi frequenti
- «La persona offesa ha detto ai carabinieri che non vuole più procedere.» Se la dichiarazione è stata verbalizzata da un ufficiale di PG come remissione ed è stata trasmessa, vale; il difensore verifica il verbale e dichiara l'accettazione. Una frase generica a un agente può non bastare.
- «Il querelante non si è presentato a testimoniare.» Dal 2022 è remissione tacita se non c'è giustificato motivo e il querelante era citato come testimone, con le eccezioni per vulnerabili e rappresentanti (152, comma 3, n. 1); il giudice deve dichiararla.
- «Ho pagato e poi non ha rimesso la querela.» Se hai una scrittura, puoi chiedere l'estinzione per condotte riparatorie (162-ter) documentando la riparazione integrale; e agire civilmente per l'inadempimento. Per questo si paga contro remissione.
- «È un reato d'ufficio: il risarcimento serve?» Sì: attenuante fino a un terzo, sospensione condizionale, patteggiamento, messa alla prova, tenuità, e in dibattimento la percezione del giudice; non estingue.
- «La remissione riguarda solo me o anche il mio coimputato?» Si estende a tutti i coautori salvo chi la ricusa (155, comma 3); se il querelante vuole rimettere solo verso uno, non può.
Fonti
Codice penale, artt. 62, 131-bis, 133, 152, 153, 155, 156, 162-ter, 165, 168-bis, 582, 609-septies, 612-bis; codice di procedura penale, artt. 82, 129-bis, 340, 411, 444, 531 (testo vigente su normattiva.it); D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, artt. 42-67; DPR 14 novembre 2002, n. 313, art. 3; Corte costituzionale, sent. 19 giugno 1975, n. 151. Verificato il 20 settembre 2026.
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- Un avvocato penalista — l'albo del Consiglio nazionale forense (consiglionazionaleforense.it) e l'albo online dell'Ordine della tua città dicono chi è davvero avvocato; presso ogni Ordine ci sono gli elenchi dei difensori d'ufficio e del patrocinio a spese dello Stato.
- Il difensore d'ufficio — se non ne hai uno, la polizia o il giudice ne nominano uno dagli elenchi (art. 97 c.p.p.); è tuo diritto sostituirlo con uno di fiducia in qualunque momento.
- La cancelleria e la segreteria della Procura — per la richiesta ex art. 335 c.p.p. (sapere se sei iscritto), per le copie degli atti depositati e per la nomina del difensore.
- Il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà (garantenazionaleprivatiliberta.it) e i garanti regionali e comunali — per chi è in carcere o in un luogo di custodia.
- Il 1522 (antiviolenza e stalking, 24 ore su 24), il 112 e i centri antiviolenza — per chi è vittima; il 800 290 290 antitratta.
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