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I reati frequenti · Scheda reato

Lesioni, percosse, rissa: dal referto al processo

Una lite che finisce con uno spintone, un pugno, una caduta: il referto del pronto soccorso con la prognosi decide quale reato è, se procede a querela o d'ufficio, se è possibile l'arresto, quale giudice e quale rito. Sono i procedimenti più numerosi tra quelli che nascono da un conflitto tra privati, e i più adatti a chiudersi con una remissione o una riparazione. Questa scheda mette in fila le norme — percosse, lesioni lievi, gravi, gravissime, rissa, lesioni a pubblici ufficiali e sanitari — le aggravanti che cambiano tutto, e le difese tipiche, dalla legittima difesa alla provocazione.

Verificato il 20 settembre 2026Lettura: 8 min

In breve

  1. Percosse (art. 581 c.p.): «chiunque percuote taluno, se dal fatto non deriva una malattia» è punito «a querela della persona offesa» con reclusione fino a sei mesi o multa; è il reato dello schiaffo senza conseguenze, di competenza del giudice di pace. Lesioni (art. 582): se «deriva una malattia nel corpo o nella mente», «reclusione da sei mesi a tre anni», a querela dal 2022, salvo che ricorra un'aggravante degli artt. 583, 583-quater o 585, o che la malattia superi venti giorni «quando il fatto è commesso contro persona incapace».
  2. Gravi e gravissime (art. 583): grave se la malattia «metta in pericolo la vita» o duri «oltre i quaranta giorni» o produca «l'indebolimento permanente di un senso o di un organo», «reclusione da tre a sette anni»; gravissima se «insanabile», con «perdita di un senso», di un arto, della capacità di procreare, della favella, «da sei a dodici anni». Sempre d'ufficio, con arresto facoltativo (gravi) e con l'udienza preliminare.
  3. Aggravanti (art. 585): pena «aumentata fino a un terzo… se il fatto è commesso con armi o con sostanze corrosive, ovvero da persona travisata o da più persone riunite» o nei casi dell'art. 577 (contro il coniuge, il convivente, l'ascendente…), «da un terzo alla metà» nei casi dell'art. 576, e da un terzo alla metà se commesso «come atto di odio o di discriminazione o di prevaricazione… in quanto donna» (L. 181/2025). Con un'aggravante il reato diventa d'ufficio e la remissione non basta più.
  4. Rissa (art. 588): «chiunque partecipa a una rissa» è punito con la multa; «se nella rissa taluno rimane ucciso, o riporta lesione personale, la pena, per il solo fatto della partecipazione alla rissa, è della reclusione da sei mesi a sei anni»: rispondono tutti, anche chi non ha colpito il ferito. Lesioni a polizia, sanitari, personale scolastico, controllori (art. 583-quater): «da due a cinque anni», da quattro a dieci e da otto a sedici se gravi o gravissime, con arresto obbligatorio per le lesioni gravi ai pubblici ufficiali e flagranza differita (DL 48/2025).
  5. Le difese: la legittima difesa (art. 52: «necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un'offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata»), la provocazione (art. 62, n. 2: «stato di ira, determinato da un fatto ingiusto altrui»), la contestazione della prognosi, il concorso di colpa della vittima nella rissa; le uscite: remissione della querela (con accettazione), riparazione integrale del danno prima del dibattimento (art. 162-ter), tenuità del fatto, messa alla prova, patteggiamento; la parte civile e l'assicurazione di responsabilità civile che spesso paga.

Il referto decide

«Malattia» per la giurisprudenza è qualunque alterazione funzionale dell'organismo, anche lieve e transitoria: un'ecchimosi con dolore è lesione, non percossa, e la prognosi del pronto soccorso — «giorni 5 s.c.» (salvo complicazioni), «giorni 25», «giorni 45» — orienta la qualificazione: fino a venti giorni lesioni lievissime (che dopo il 2022 non hanno più una fascia autonoma ma restano a querela e di competenza del giudice di pace quando non aggravate), fino a quaranta lesioni lievi, oltre quaranta lesioni gravi d'ufficio. La prognosi è una previsione: il difensore può chiedere la documentazione successiva (la malattia reale può essere più breve o più lunga) e un consulente medico-legale per contestare il nesso e la durata; l'«indebolimento permanente» (un dente, un dito, la vista) e il «pericolo di vita» sono valutazioni tecniche su cui si gioca la differenza tra tre e sette anni e tra querela e d'ufficio. Il medico che refertava ha l'obbligo del referto all'autorità (art. 365 c.p.) per le lesioni che possono essere reato d'ufficio: molti procedimenti nascono così, senza denuncia.

Le fasce

ReatoPenaProcedibilitàArrestoGiudice e rito
Percosse (581)Reclusione fino a 6 mesi o multaQuerela (d'ufficio se contro sanitari: aggravante 61 n. 11-octies)NoGiudice di pace (pene pecuniarie o permanenza domiciliare)
Lesioni lievi (582), fino a 40 giorniReclusione 6 mesi-3 anniQuerela (tre mesi), salvo aggravanti; d'ufficio se oltre 20 giorni su incapaceFacoltativo (381, comma 2, lettera f), se c'è la querelaGiudice di pace per quelle non aggravate fino a 20 giorni tra estranei; tribunale monocratico con citazione diretta per le altre
Lesioni gravi (583, comma 1)Reclusione 3-7 anniD'ufficioFacoltativoTribunale monocratico con udienza preliminare; messa alla prova esclusa (pena massima 7); patteggiamento e abbreviato sì
Lesioni gravissime (583, comma 2)Reclusione 6-12 anniD'ufficioObbligatorio (art. 380, comma 1: minimo non inferiore a cinque anni e massimo a venti)Tribunale collegiale (massimo oltre 10)
Aggravate (585: armi, più persone, familiari, odio di genere)+1/3, o +1/3-1/2D'ufficio (salvo 577 c. 1 n. 1 e c. 2 per le lievi)Secondo la penaSecondo la pena; per i familiari, codice rosso (Codice rosso)
Rissa (588)Multa; 6 mesi-6 anni se qualcuno è ferito o uccisoD'ufficioFacoltativo per la rissa aggravataCitazione diretta (550 c. 2), salvo morti o lesioni gravi
Lesioni a polizia, sanitari, scuola, controllori, arbitri (583-quater)2-5 anni; gravi 4-10; gravissime 8-16D'ufficioFacoltativo; obbligatorio per le gravi e gravissime ai pubblici ufficiali (380 c. 2 lettera a-ter), con flagranza differitaTribunale monocratico; collegiale per le gravissime

Le difese tipiche

  • Legittima difesa (art. 52): richiede il «pericolo attuale di un'offesa ingiusta», la «necessità» (non poter fare altro) e la «proporzione» tra difesa e offesa; la reazione a un'aggressione finita, o sproporzionata, non è legittima difesa ma può dare l'eccesso colposo (art. 55) o la provocazione. Nel domicilio e nei negozi la proporzione è presunta (comma 2) per chi usa un'arma legittimamente detenuta contro l'intrusione. Chi invoca la legittima difesa deve raccontare i fatti: è uno dei casi in cui il silenzio può non essere la scelta migliore, ma la ricostruzione va fatta con il difensore e con le prove (testimoni, referti propri, video).
  • Provocazione (art. 62, n. 2): «l'aver reagito in stato di ira, determinato da un fatto ingiusto altrui»: attenuante fino a un terzo, frequente nelle liti reciproche.
  • Lesioni reciproche: nella lite in cui entrambi colpiscono, entrambi sono indagati e persone offese; le querele reciproche si chiudono spesso con la doppia remissione, e la rissa (che richiede almeno tre persone e la volontà di partecipare) è la qualificazione che il PM usa per le zuffe di gruppo.
  • Nesso e prognosi: la malattia deve derivare dal fatto; la caduta successiva, la patologia preesistente, il referto tardivo sono terreni del consulente medico-legale.
  • Dolo: le lesioni sono dolose quando si vuole colpire, anche senza volere la conseguenza (dolo del fatto); la spinta involontaria è lesione colposa (art. 590), a querela e con pene minori.

Le uscite

  1. Remissione della querela (artt. 152-155 c.p.): per le lesioni lievi non aggravate e le percosse; di regola con un accordo risarcitorio; il querelato deve accettare; dal 2022 la mancata comparizione del querelante come testimone vale remissione tacita (La remissione).
  2. Riparazione (art. 162-ter): nei reati a querela rimettibile, il risarcimento integrale «entro il termine massimo della dichiarazione di apertura del dibattimento», anche con offerta reale non accettata, estingue il reato senza il consenso della vittima.
  3. Giustizia riparativa: la mediazione con la vittima, con esito riparativo, vale remissione tacita nei reati a querela e attenuante negli altri (art. 62, n. 6).
  4. Tenuità del fatto (art. 131-bis): per le lesioni lievi e le percosse, esclusa se contro sanitari, pubblici ufficiali o nei casi aggravati di violenza domestica.
  5. Messa alla prova: per le lesioni lievi (pena massima tre anni) e per la rissa; non per le lesioni gravi (massimo sette anni).
  6. Patteggiamento: per tutte, entro i limiti; con la sospensione condizionale, gli effetti ridotti.
  7. Dibattimento: quando la legittima difesa o il nesso sono la partita; con il consulente medico-legale e i testimoni.

La parte civile è quasi sempre presente: il risarcimento del danno biologico si calcola con le tabelle (Milano, Roma) sui giorni di inabilità e sui punti di invalidità permanente, e per le liti in casa o in condominio l'assicurazione di responsabilità civile del capofamiglia, quando c'è, copre i danni involontari ma non quelli da reato doloso: il risarcimento delle lesioni dolose lo paghi tu, ed è la ragione economica principale per cui gli accordi si fanno presto (La parte civile).

Casi frequenti

  • «Ho dato uno schiaffo, il referto dice 3 giorni.» Lesioni lievi (c'è una malattia), a querela, davanti al giudice di pace se non aggravate; remissione o riparazione chiudono; senza querela nei tre mesi, nulla.
  • «Mi hanno querelato ma è stato lui a colpire per primo.» Legittima difesa o provocazione; la tua querela entro tre mesi; i referti tuoi. Spesso finisce con la doppia remissione o con un giudizio in cui la ricostruzione decide.
  • «Ho ferito uno dei tre che mi hanno aggredito in gruppo: mi accusano di rissa.» La rissa richiede la volontà di partecipare a una contesa violenta reciproca; chi si difende da un'aggressione di gruppo non è corrissante; la distinzione è probatoria.
  • «Ho spintonato un infermiere al pronto soccorso.» Art. 583-quater se c'è una lesione: da due a cinque anni, d'ufficio, arresto facoltativo; tenuità esclusa; la condotta è aggravata anche per le percosse (61 n. 11-octies). È uno dei reati che il legislatore del 2020-2025 ha reso sistematicamente più grave.
  • «La prognosi era di 30 giorni ma il PM contesta le lesioni gravi.» Il superamento dei quaranta giorni si prova con la documentazione sanitaria complessiva, non solo con il primo referto; il consulente medico-legale della difesa verifica; la qualificazione cambia procedibilità e rito.

Fonti

Codice penale, artt. 52, 55, 61 (n. 11-octies), 62, 131-bis, 152-155, 162-ter, 365, 576, 577, 581, 582, 583, 583-quater, 585, 588, 590; codice di procedura penale, artt. 380, 381, 382-bis, 550, 554-bis; D.Lgs. 28 agosto 2000, n. 274, art. 4 (giudice di pace); D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (procedibilità a querela delle lesioni lievi); L. 14 agosto 2020, n. 113 e DL 1° ottobre 2024, n. 137 (sanitari); DL 11 aprile 2025, n. 48; L. 2 dicembre 2025, n. 181 (aggravante dell'art. 585). Verificato il 20 settembre 2026.

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  • Un avvocato penalista — l'albo del Consiglio nazionale forense (consiglionazionaleforense.it) e l'albo online dell'Ordine della tua città dicono chi è davvero avvocato; presso ogni Ordine ci sono gli elenchi dei difensori d'ufficio e del patrocinio a spese dello Stato.
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  • La cancelleria e la segreteria della Procura — per la richiesta ex art. 335 c.p.p. (sapere se sei iscritto), per le copie degli atti depositati e per la nomina del difensore.
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  • Il 1522 (antiviolenza e stalking, 24 ore su 24), il 112 e i centri antiviolenza — per chi è vittima; il 800 290 290 antitratta.

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