indagato.com

La fine delle indagini · Atto ricevuto

Il giudizio immediato: quando l'accusa salta l'udienza preliminare

Un decreto del GIP che fissa direttamente il dibattimento, senza avviso 415-bis e senza udienza preliminare: è il giudizio immediato, che il pubblico ministero chiede quando «la prova appare evidente» e che deve chiedere quando sei in custodia cautelare. Dentro ci sono quindici giorni che decidono il resto, perché i riti alternativi si chiedono solo allora. Questa pagina spiega i presupposti, i termini, il decreto, e le scelte da fare nei quindici giorni.

Verificato il 20 settembre 2026Lettura: 7 min

In breve

  1. Il PM «può chiedere il giudizio immediato» quando «la prova appare evidente» e «la persona sottoposta alle indagini è stata interrogata sui fatti dai quali emerge l'evidenza della prova ovvero, a seguito di invito a presentarsi…, la stessa abbia omesso di comparire» senza legittimo impedimento (art. 453, comma 1, c.p.p.), «entro novanta giorni dalla iscrizione» del nome (art. 454, comma 1).
  2. Se sei in custodia cautelare, il PM «richiede il giudizio immediato… comunque entro centottanta giorni dall'esecuzione della misura», dopo l'esito del riesame o la scadenza dei termini per chiederlo, «salvo che la richiesta pregiudichi gravemente le indagini» (commi 1-bis e 1-ter): è l'immediato «custodiale», la via ordinaria per chi è detenuto; il GIP lo rigetta se la misura è stata revocata o annullata per mancanza di gravi indizi (art. 455, comma 1-bis).
  3. Il GIP decide «entro cinque giorni» senza sentirti (art. 455). Il decreto, con la richiesta del PM, ti è notificato «almeno trenta giorni prima» del dibattimento (art. 456, comma 3) e contiene l'avviso che puoi chiedere abbreviato, patteggiamento o messa alla prova, e «a pena di nullità» l'avvertimento sull'assenza.
  4. Quindici giorni dalla notifica, «a pena di decadenza», per chiedere il giudizio abbreviato (art. 458), il patteggiamento (art. 446) o la messa alla prova (art. 464-bis); quindici giorni anche per l'elenco delle intercettazioni di cui chiedi copia (art. 454, comma 2-bis, prorogabili di dieci). Dopo, resta solo il dibattimento (con l'eccezione del patteggiamento in dibattimento se il PM aveva negato il consenso ingiustificatamente).
  5. Anche tu puoi chiedere l'immediato, rinunciando all'udienza preliminare, «almeno tre giorni prima» dell'udienza (art. 419, comma 5): si usa quando l'udienza preliminare non serve e si vuole arrivare in fretta a un dibattimento che si pensa di vincere, o quando la prescrizione è vicina.

I due immediati

Immediato «ordinario» (art. 453, comma 1)Immediato «custodiale» (art. 453, commi 1-bis e 1-ter)
Presupposto«La prova appare evidente» (flagranza, confessione, documenti, video, testimoni diretti) e sei stato interrogato su quei fatti, oppure hai disertato l'invito a presentarsi contenente l'avvertimento che «potrà essere presentata richiesta di giudizio immediato» (art. 375, comma 3)Ti trovi «in stato di custodia cautelare» (carcere o domiciliari) per quel reato; l'ordinanza ha superato il riesame o i termini per chiederlo sono scaduti
Facoltà o obbligoFacoltà del PM («può»), «salvo che ciò pregiudichi gravemente le indagini»Obbligo del PM («richiede»), «salvo che la richiesta pregiudichi gravemente le indagini»
Termine90 giorni dall'iscrizione della notizia di reato (art. 454, comma 1)180 giorni dall'esecuzione della misura, «anche fuori dai termini» dei 90 giorni
Rigetto del GIPSe manca l'evidenza o l'interrogatorio: atti restituiti al PM, che procede con il 415-bis e l'udienza preliminareSe la custodia «è stata revocata o annullata per sopravvenuta insussistenza dei gravi indizi» (art. 455, comma 1-bis)
Effetto sulla custodiaIl decreto chiude la fase delle indagini ai fini dei termini di custodia (art. 303, comma 1, lettera a): inizia la fase del giudizio con i suoi termini

L'interrogatorio è il perno dell'immediato ordinario: per questo l'invito a presentarsi che contiene «l'indicazione degli elementi e delle fonti di prova e l'avvertimento che potrà essere presentata richiesta di giudizio immediato» (art. 375, comma 3) va preso sul serio: non presentarsi senza impedimento equivale, per la legge, a essere stati interrogati. La «prova evidente» è un giudizio del PM che il GIP controlla senza contraddittorio; il rimedio è indiretto: in dibattimento, tutto si riapre.

Il decreto, e i quindici giorni

  1. Leggi il decreto e la richiesta del PM (notificati insieme, art. 456, comma 4): imputazione, giudice, data del dibattimento (almeno trenta giorni dopo), avviso sui riti, avvertimento sull'assenza. Il fascicolo delle indagini è a disposizione: copia di tutto (Le copie).
  2. Conta i quindici giorni dalla notifica a te (e al difensore, se diversa): «a pena di decadenza».
  3. Decidi il rito con il difensore: abbreviato (art. 458: richiesta depositata nella cancelleria del GIP «con la prova della avvenuta notifica al pubblico ministero»; il giudice fissa l'udienza in camera di consiglio; la pena è ridotta di un terzo, o della metà per le contravvenzioni; se il giudice rigetta l'abbreviato condizionato, «alla stessa udienza» puoi chiedere l'abbreviato secco, il patteggiamento o la messa alla prova: comma 2-bis); patteggiamento (art. 446, comma 1: «se è stato notificato il decreto di giudizio immediato, la richiesta è formulata entro il termine e con le forme stabilite dall'articolo 458, comma 1», cioè quindici giorni, con il consenso del PM); messa alla prova (art. 464-bis, comma 2: entro quindici giorni dalla notifica del decreto, con il programma o la richiesta di elaborarlo); oppure il dibattimento, che con l'immediato arriva presto e senza filtro. La pagina Quale rito conviene confronta i quattro.
  4. Intercettazioni: il PM deposita «l'elenco delle intercettazioni… rilevanti ai fini di prova»; entro quindici giorni dalla notifica (prorogabili di dieci) il difensore deposita l'elenco delle «ulteriori registrazioni ritenute rilevanti e di cui chiede copia» (art. 454, comma 2-bis).
  5. Incompetenza: con la richiesta di abbreviato «l'imputato può eccepire l'incompetenza per territorio» (art. 458, comma 1); le altre questioni preliminari si propongono in dibattimento.
  6. Se non fai nulla: decorsi i quindici giorni il decreto e il fascicolo per il dibattimento sono trasmessi al giudice del giudizio (art. 457); si va a processo con l'imputazione del decreto, e i riti sono persi, salvo il patteggiamento «di recupero» in dibattimento quando il PM aveva negato il consenso senza motivo (art. 448) e salvo l'oblazione per le contravvenzioni, che nell'immediato resta proponibile fino all'apertura del dibattimento.

Che cosa perdi, e che cosa guadagni

Con l'immediato perdi l'avviso 415-bis e i suoi venti giorni, l'udienza preliminare e il suo filtro (la sentenza di non luogo a procedere «quando gli elementi acquisiti non consentono di formulare una ragionevole previsione di condanna», art. 425), e l'udienza predibattimentale; perdi soprattutto il tempo. Guadagni un processo rapido con l'accusa costretta a scoprire le carte subito, e, se sei detenuto, la fine più vicina della custodia: la Cassazione ha ripetutamente affermato che l'immediato custodiale è nell'interesse anche dell'imputato detenuto. L'eccezione più frequente della difesa riguarda i termini: i novanta giorni dall'iscrizione, i centottanta dalla misura; e la mancanza dell'interrogatorio «sui fatti dai quali emerge l'evidenza della prova» (un interrogatorio su fatti diversi non basta). La violazione dei presupposti, però, non è rilevabile dal giudice del dibattimento se non nei limiti in cui la giurisprudenza lo ammette: le Sezioni Unite hanno chiarito che il mancato rispetto del termine di novanta giorni e la valutazione dell'evidenza della prova non sono sindacabili dopo il decreto (sentenza 42979/2014), mentre l'omesso interrogatorio o invito e l'omesso avviso sui riti rendono nullo il decreto.

Casi frequenti

  • «Sono agli arresti domiciliari e mi è arrivato il decreto di immediato.» È la regola per chi è in custodia: quindici giorni per abbreviato, patteggiamento o messa alla prova; l'abbreviato è la scelta più frequente per chi è detenuto, perché riduce la pena di un terzo e chiude in fretta; la custodia continua nella fase del giudizio con i suoi termini (I termini di durata).
  • «Non ho mai ricevuto l'invito a presentarsi.» L'immediato ordinario richiede l'interrogatorio o l'invito disertato; senza, il decreto è nullo: il difensore lo eccepisce nei quindici giorni o in dibattimento.
  • «Il decreto è arrivato dopo sei mesi dall'iscrizione.» I novanta giorni sono superati; la giurisprudenza non ne fa discendere la nullità del decreto, ma il difensore lo segnala e valuta con te se il vizio, insieme ad altri, sostiene una strategia.
  • «Ho ricevuto il decreto di immediato dopo l'opposizione al decreto penale.» È l'esito dell'opposizione senza richiesta di rito o con richiesta non accolta (art. 464, comma 1); in quel giudizio non puoi più chiedere abbreviato, patteggiamento o oblazione se non li avevi chiesti con l'opposizione (Il decreto penale).
  • «Voglio chiedere io l'immediato.» Dichiarazione in cancelleria «almeno tre giorni prima» dell'udienza preliminare, «personalmente o a mezzo di procuratore speciale», notificata al PM e alla persona offesa (art. 419, comma 5); il giudice «emette decreto di giudizio immediato» (comma 6). Si rinuncia al filtro: conviene solo con una difesa forte o una prescrizione vicina.

Fonti

Codice di procedura penale, artt. 303, 375, 419, 425, 429, 431, 438, 446, 448, 453, 454, 455, 456, 457, 458, 464, 464-bis (testo vigente su normattiva.it); L. 23 giugno 2017, n. 103 (immediato custodiale dopo il riesame, art. 453, comma 1-ter); D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (art. 458, commi 2-bis e 2-ter); Cass. pen., Sezioni Unite, 42979/2014. Verificato il 20 settembre 2026.

Dove chiedere aiuto

Questo sito spiega. Non difende nessuno e non risponde a nessuno.

Non ha un modulo di contatto e non ha un telefono. Chi ha un procedimento in corso ha bisogno di un difensore e dei canali ufficiali, che sono gli stessi per tutti:

  • Un avvocato penalista — l'albo del Consiglio nazionale forense (consiglionazionaleforense.it) e l'albo online dell'Ordine della tua città dicono chi è davvero avvocato; presso ogni Ordine ci sono gli elenchi dei difensori d'ufficio e del patrocinio a spese dello Stato.
  • Il difensore d'ufficio — se non ne hai uno, la polizia o il giudice ne nominano uno dagli elenchi (art. 97 c.p.p.); è tuo diritto sostituirlo con uno di fiducia in qualunque momento.
  • La cancelleria e la segreteria della Procura — per la richiesta ex art. 335 c.p.p. (sapere se sei iscritto), per le copie degli atti depositati e per la nomina del difensore.
  • Il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà (garantenazionaleprivatiliberta.it) e i garanti regionali e comunali — per chi è in carcere o in un luogo di custodia.
  • Il 1522 (antiviolenza e stalking, 24 ore su 24), il 112 e i centri antiviolenza — per chi è vittima; il 800 290 290 antitratta.

La pagina Il difensore spiega come si sceglie e si verifica un avvocato, che cosa fa il difensore d'ufficio e come si ottiene il patrocinio a spese dello Stato.