La fine delle indagini · Atto ricevuto
Il giudizio immediato: quando l'accusa salta l'udienza preliminare
Un decreto del GIP che fissa direttamente il dibattimento, senza avviso 415-bis e senza udienza preliminare: è il giudizio immediato, che il pubblico ministero chiede quando «la prova appare evidente» e che deve chiedere quando sei in custodia cautelare. Dentro ci sono quindici giorni che decidono il resto, perché i riti alternativi si chiedono solo allora. Questa pagina spiega i presupposti, i termini, il decreto, e le scelte da fare nei quindici giorni.
In breve
- Il PM «può chiedere il giudizio immediato» quando «la prova appare evidente» e «la persona sottoposta alle indagini è stata interrogata sui fatti dai quali emerge l'evidenza della prova ovvero, a seguito di invito a presentarsi…, la stessa abbia omesso di comparire» senza legittimo impedimento (art. 453, comma 1, c.p.p.), «entro novanta giorni dalla iscrizione» del nome (art. 454, comma 1).
- Se sei in custodia cautelare, il PM «richiede il giudizio immediato… comunque entro centottanta giorni dall'esecuzione della misura», dopo l'esito del riesame o la scadenza dei termini per chiederlo, «salvo che la richiesta pregiudichi gravemente le indagini» (commi 1-bis e 1-ter): è l'immediato «custodiale», la via ordinaria per chi è detenuto; il GIP lo rigetta se la misura è stata revocata o annullata per mancanza di gravi indizi (art. 455, comma 1-bis).
- Il GIP decide «entro cinque giorni» senza sentirti (art. 455). Il decreto, con la richiesta del PM, ti è notificato «almeno trenta giorni prima» del dibattimento (art. 456, comma 3) e contiene l'avviso che puoi chiedere abbreviato, patteggiamento o messa alla prova, e «a pena di nullità» l'avvertimento sull'assenza.
- Quindici giorni dalla notifica, «a pena di decadenza», per chiedere il giudizio abbreviato (art. 458), il patteggiamento (art. 446) o la messa alla prova (art. 464-bis); quindici giorni anche per l'elenco delle intercettazioni di cui chiedi copia (art. 454, comma 2-bis, prorogabili di dieci). Dopo, resta solo il dibattimento (con l'eccezione del patteggiamento in dibattimento se il PM aveva negato il consenso ingiustificatamente).
- Anche tu puoi chiedere l'immediato, rinunciando all'udienza preliminare, «almeno tre giorni prima» dell'udienza (art. 419, comma 5): si usa quando l'udienza preliminare non serve e si vuole arrivare in fretta a un dibattimento che si pensa di vincere, o quando la prescrizione è vicina.
I due immediati
| Immediato «ordinario» (art. 453, comma 1) | Immediato «custodiale» (art. 453, commi 1-bis e 1-ter) | |
|---|---|---|
| Presupposto | «La prova appare evidente» (flagranza, confessione, documenti, video, testimoni diretti) e sei stato interrogato su quei fatti, oppure hai disertato l'invito a presentarsi contenente l'avvertimento che «potrà essere presentata richiesta di giudizio immediato» (art. 375, comma 3) | Ti trovi «in stato di custodia cautelare» (carcere o domiciliari) per quel reato; l'ordinanza ha superato il riesame o i termini per chiederlo sono scaduti |
| Facoltà o obbligo | Facoltà del PM («può»), «salvo che ciò pregiudichi gravemente le indagini» | Obbligo del PM («richiede»), «salvo che la richiesta pregiudichi gravemente le indagini» |
| Termine | 90 giorni dall'iscrizione della notizia di reato (art. 454, comma 1) | 180 giorni dall'esecuzione della misura, «anche fuori dai termini» dei 90 giorni |
| Rigetto del GIP | Se manca l'evidenza o l'interrogatorio: atti restituiti al PM, che procede con il 415-bis e l'udienza preliminare | Se la custodia «è stata revocata o annullata per sopravvenuta insussistenza dei gravi indizi» (art. 455, comma 1-bis) |
| Effetto sulla custodia | — | Il decreto chiude la fase delle indagini ai fini dei termini di custodia (art. 303, comma 1, lettera a): inizia la fase del giudizio con i suoi termini |
L'interrogatorio è il perno dell'immediato ordinario: per questo l'invito a presentarsi che contiene «l'indicazione degli elementi e delle fonti di prova e l'avvertimento che potrà essere presentata richiesta di giudizio immediato» (art. 375, comma 3) va preso sul serio: non presentarsi senza impedimento equivale, per la legge, a essere stati interrogati. La «prova evidente» è un giudizio del PM che il GIP controlla senza contraddittorio; il rimedio è indiretto: in dibattimento, tutto si riapre.
Il decreto, e i quindici giorni
- Leggi il decreto e la richiesta del PM (notificati insieme, art. 456, comma 4): imputazione, giudice, data del dibattimento (almeno trenta giorni dopo), avviso sui riti, avvertimento sull'assenza. Il fascicolo delle indagini è a disposizione: copia di tutto (Le copie).
- Conta i quindici giorni dalla notifica a te (e al difensore, se diversa): «a pena di decadenza».
- Decidi il rito con il difensore: abbreviato (art. 458: richiesta depositata nella cancelleria del GIP «con la prova della avvenuta notifica al pubblico ministero»; il giudice fissa l'udienza in camera di consiglio; la pena è ridotta di un terzo, o della metà per le contravvenzioni; se il giudice rigetta l'abbreviato condizionato, «alla stessa udienza» puoi chiedere l'abbreviato secco, il patteggiamento o la messa alla prova: comma 2-bis); patteggiamento (art. 446, comma 1: «se è stato notificato il decreto di giudizio immediato, la richiesta è formulata entro il termine e con le forme stabilite dall'articolo 458, comma 1», cioè quindici giorni, con il consenso del PM); messa alla prova (art. 464-bis, comma 2: entro quindici giorni dalla notifica del decreto, con il programma o la richiesta di elaborarlo); oppure il dibattimento, che con l'immediato arriva presto e senza filtro. La pagina Quale rito conviene confronta i quattro.
- Intercettazioni: il PM deposita «l'elenco delle intercettazioni… rilevanti ai fini di prova»; entro quindici giorni dalla notifica (prorogabili di dieci) il difensore deposita l'elenco delle «ulteriori registrazioni ritenute rilevanti e di cui chiede copia» (art. 454, comma 2-bis).
- Incompetenza: con la richiesta di abbreviato «l'imputato può eccepire l'incompetenza per territorio» (art. 458, comma 1); le altre questioni preliminari si propongono in dibattimento.
- Se non fai nulla: decorsi i quindici giorni il decreto e il fascicolo per il dibattimento sono trasmessi al giudice del giudizio (art. 457); si va a processo con l'imputazione del decreto, e i riti sono persi, salvo il patteggiamento «di recupero» in dibattimento quando il PM aveva negato il consenso senza motivo (art. 448) e salvo l'oblazione per le contravvenzioni, che nell'immediato resta proponibile fino all'apertura del dibattimento.
Che cosa perdi, e che cosa guadagni
Con l'immediato perdi l'avviso 415-bis e i suoi venti giorni, l'udienza preliminare e il suo filtro (la sentenza di non luogo a procedere «quando gli elementi acquisiti non consentono di formulare una ragionevole previsione di condanna», art. 425), e l'udienza predibattimentale; perdi soprattutto il tempo. Guadagni un processo rapido con l'accusa costretta a scoprire le carte subito, e, se sei detenuto, la fine più vicina della custodia: la Cassazione ha ripetutamente affermato che l'immediato custodiale è nell'interesse anche dell'imputato detenuto. L'eccezione più frequente della difesa riguarda i termini: i novanta giorni dall'iscrizione, i centottanta dalla misura; e la mancanza dell'interrogatorio «sui fatti dai quali emerge l'evidenza della prova» (un interrogatorio su fatti diversi non basta). La violazione dei presupposti, però, non è rilevabile dal giudice del dibattimento se non nei limiti in cui la giurisprudenza lo ammette: le Sezioni Unite hanno chiarito che il mancato rispetto del termine di novanta giorni e la valutazione dell'evidenza della prova non sono sindacabili dopo il decreto (sentenza 42979/2014), mentre l'omesso interrogatorio o invito e l'omesso avviso sui riti rendono nullo il decreto.
Casi frequenti
- «Sono agli arresti domiciliari e mi è arrivato il decreto di immediato.» È la regola per chi è in custodia: quindici giorni per abbreviato, patteggiamento o messa alla prova; l'abbreviato è la scelta più frequente per chi è detenuto, perché riduce la pena di un terzo e chiude in fretta; la custodia continua nella fase del giudizio con i suoi termini (I termini di durata).
- «Non ho mai ricevuto l'invito a presentarsi.» L'immediato ordinario richiede l'interrogatorio o l'invito disertato; senza, il decreto è nullo: il difensore lo eccepisce nei quindici giorni o in dibattimento.
- «Il decreto è arrivato dopo sei mesi dall'iscrizione.» I novanta giorni sono superati; la giurisprudenza non ne fa discendere la nullità del decreto, ma il difensore lo segnala e valuta con te se il vizio, insieme ad altri, sostiene una strategia.
- «Ho ricevuto il decreto di immediato dopo l'opposizione al decreto penale.» È l'esito dell'opposizione senza richiesta di rito o con richiesta non accolta (art. 464, comma 1); in quel giudizio non puoi più chiedere abbreviato, patteggiamento o oblazione se non li avevi chiesti con l'opposizione (Il decreto penale).
- «Voglio chiedere io l'immediato.» Dichiarazione in cancelleria «almeno tre giorni prima» dell'udienza preliminare, «personalmente o a mezzo di procuratore speciale», notificata al PM e alla persona offesa (art. 419, comma 5); il giudice «emette decreto di giudizio immediato» (comma 6). Si rinuncia al filtro: conviene solo con una difesa forte o una prescrizione vicina.
Fonti
Codice di procedura penale, artt. 303, 375, 419, 425, 429, 431, 438, 446, 448, 453, 454, 455, 456, 457, 458, 464, 464-bis (testo vigente su normattiva.it); L. 23 giugno 2017, n. 103 (immediato custodiale dopo il riesame, art. 453, comma 1-ter); D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (art. 458, commi 2-bis e 2-ter); Cass. pen., Sezioni Unite, 42979/2014. Verificato il 20 settembre 2026.
Dove chiedere aiuto
Questo sito spiega. Non difende nessuno e non risponde a nessuno.
Non ha un modulo di contatto e non ha un telefono. Chi ha un procedimento in corso ha bisogno di un difensore e dei canali ufficiali, che sono gli stessi per tutti:
- Un avvocato penalista — l'albo del Consiglio nazionale forense (consiglionazionaleforense.it) e l'albo online dell'Ordine della tua città dicono chi è davvero avvocato; presso ogni Ordine ci sono gli elenchi dei difensori d'ufficio e del patrocinio a spese dello Stato.
- Il difensore d'ufficio — se non ne hai uno, la polizia o il giudice ne nominano uno dagli elenchi (art. 97 c.p.p.); è tuo diritto sostituirlo con uno di fiducia in qualunque momento.
- La cancelleria e la segreteria della Procura — per la richiesta ex art. 335 c.p.p. (sapere se sei iscritto), per le copie degli atti depositati e per la nomina del difensore.
- Il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà (garantenazionaleprivatiliberta.it) e i garanti regionali e comunali — per chi è in carcere o in un luogo di custodia.
- Il 1522 (antiviolenza e stalking, 24 ore su 24), il 112 e i centri antiviolenza — per chi è vittima; il 800 290 290 antitratta.
La pagina Il difensore spiega come si sceglie e si verifica un avvocato, che cosa fa il difensore d'ufficio e come si ottiene il patrocinio a spese dello Stato.