indagato.com

Le conseguenze fuori dal tribunale · Conseguenza

L'impresa e la responsabilità 231

Quando l'amministratore, il dirigente o il dipendente commette un reato «nell'interesse o a vantaggio» della società, la società risponde da sé, con sanzioni proprie: pecuniarie per quote, interdittive che possono fermare l'attività, confisca del profitto. È la responsabilità del D.Lgs. 231/2001, che ha un processo parallelo a quello della persona fisica, misure cautelari proprie e un'esimente costruita sull'organizzazione: il modello adottato «prima» e l'organismo che vigila. Questa pagina spiega quando scatta, che cosa rischia l'impresa, che cosa può fare subito — modello, riparazione, patteggiamento — e come convivono le difese dell'amministratore indagato e dell'ente.

Verificato il 20 settembre 2026Lettura: 8 min

In breve

  1. «L'ente è responsabile per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio» da chi ha «funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione» o esercita «anche di fatto, la gestione e il controllo» (apicali), e da chi è sottoposto alla loro direzione o vigilanza (art. 5 D.Lgs. 231/2001); «non risponde se le persone… hanno agito nell'interesse esclusivo proprio o di terzi» (comma 2). Vale per società, associazioni, enti anche senza personalità giuridica; non per lo Stato, gli enti pubblici territoriali e gli enti non economici. E vale solo per i reati presupposto elencati (artt. 24-25-duodevicies): corruzione e reati contro la PA, reati societari e falso in bilancio, riciclaggio e autoriciclaggio, omicidio e lesioni colposi per violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro, reati ambientali, tributari (dal 2019-2020), informatici, contraffazione, contrabbando, caporalato, e altri. Non la bancarotta, non la truffa semplice, non i reati di impresa «comuni» fuori elenco.
  2. L'esimente: per i reati degli apicali «l'ente non risponde se prova» di aver «adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie», di aver affidato la vigilanza a «un organismo… dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo», che le persone hanno agito «eludendo fraudolentemente i modelli» e che non c'è stata «omessa o insufficiente vigilanza» (art. 6). Per i sottoposti, l'ente risponde solo se il reato è stato reso possibile dall'inosservanza degli obblighi di direzione o vigilanza, esclusa se c'è un modello idoneo (art. 7). Un modello adottato dopo non esime, ma riduce la sanzione e blocca le interdittive.
  3. Le sanzioni (art. 9): sempre la pecuniaria «per quote», da cento a mille quote di importo tra 258 e 1.549 euro ciascuna, secondo gravità e condizioni economiche (art. 10-11; per alcuni illeciti in percentuale del fatturato); le interdittive — interdizione dall'attività, sospensione o revoca di licenze e concessioni, divieto di contrattare con la PA, esclusione da finanziamenti, divieto di pubblicità — solo per i reati che le prevedono e se c'è «profitto di rilevante entità» con reato degli apicali (o carenze organizzative per i sottoposti) o reiterazione, da tre mesi a due anni (art. 13); la confisca del prezzo o del profitto, anche per equivalente, «sempre» con la condanna (art. 19); la pubblicazione della sentenza.
  4. Prima della sentenza: misure cautelari interdittive all'ente se ci sono «gravi indizi» della responsabilità e «fondati e specifici elementi» di pericolo di reiterazione (art. 45), con il contraddittorio anticipato in udienza (art. 47), e in luogo dell'interruzione il commissario giudiziale se l'ente svolge un servizio pubblico o l'interruzione avrebbe «rilevanti ripercussioni sull'occupazione» (art. 15; 45, comma 3); il sequestro preventivo del profitto ai fini della confisca (art. 53), che è il modo in cui l'ente «scopre» il procedimento: conti aziendali bloccati per l'importo del profitto.
  5. Le uscite: la riparazione prima dell'apertura del dibattimento — risarcimento integrale ed eliminazione delle conseguenze, modello adottato e attuato, profitto «messo a disposizione» per la confisca — esclude le interdittive (art. 17) e riduce la pecuniaria da un terzo alla metà (art. 12, comma 2; fino ai due terzi con entrambe le condizioni); il patteggiamento dell'ente (art. 63) è ammesso se l'imputato persona fisica patteggia o può patteggiare, o se è prevista la sola pecuniaria, con lo sconto di un terzo; l'archiviazione la decide il PM con decreto comunicato al procuratore generale (art. 58), senza il controllo del GIP.

Che cosa succede, nell'ordine

  1. L'iscrizione dell'ente nel registro delle notizie di reato (art. 55), di regola insieme all'amministratore o al dipendente indagato; l'ente ha diritto agli avvisi (informazione di garanzia, 415-bis) e partecipa «con il proprio rappresentante legale», salvo che questi sia imputato del reato presupposto: in quel caso l'ente nomina un altro rappresentante (art. 39): è la prima decisione da prendere, perché un rappresentante imputato non può difendere l'ente.
  2. Le misure: il sequestro preventivo del profitto (53) sui conti e sui beni; le interdittive cautelari (45) con udienza in contraddittorio (47) e la possibilità di chiedere la sospensione della misura offrendo la riparazione (art. 49: l'ente chiede la sospensione con cauzione per adempiere alle condizioni dell'art. 17).
  3. La difesa dell'ente è diversa da quella dell'amministratore: può sostenere che il reato non c'è (come lui), ma anche che non c'era interesse o vantaggio, che l'autore ha agito «nell'interesse esclusivo proprio», che il modello esisteva ed è stato eluso fraudolentemente, che l'organismo ha vigilato; i due difensori possono trovarsi in conflitto (l'ente che scarica sull'apicale): il rappresentante nominato e il difensore dell'ente devono essere indipendenti dall'indagato.
  4. Contestazione e processo: la contestazione dell'illecito è nell'atto con cui il PM esercita l'azione (59); il processo dell'ente si svolge insieme a quello dell'imputato (art. 38), con gli stessi riti: abbreviato, patteggiamento (63), decreto penale (64) per la sola pecuniaria.
  5. La sentenza: condanna con pecuniaria, eventuali interdittive (o commissario), confisca, pubblicazione; iscrizione nell'anagrafe nazionale delle sanzioni amministrative dipendenti da reato (artt. 80-82); effetti sulle gare (il D.Lgs. 36/2023 esclude dagli appalti gli operatori con interdittive 231 e valuta le condanne); l'estinzione della sanzione pecuniaria e la riabilitazione dell'ente seguono regole proprie (artt. 22, 78).

Reati presupposto ricorrenti nelle imprese

AreaReati (esempi)Norma 231Interdittive?
Pubblica amministrazioneCorruzione, concussione, induzione indebita, traffico di influenze, truffa ai danni dello Stato, malversazione, frode informatica contro la PA, turbata libertà degli incanti24, 25Sì, anche fino a 4-7 anni per corruzione con profitto rilevante (25, c. 5)
SocietariFalse comunicazioni sociali, impedito controllo, illecite operazioni sul capitale, corruzione tra privati25-terSolo per la corruzione tra privati
Sicurezza sul lavoroOmicidio colposo e lesioni gravi o gravissime con violazione delle norme antinfortunistiche25-septies
Riciclaggio e patrimonioRicettazione, riciclaggio, autoriciclaggio, impiego di denaro di provenienza illecita25-octies
TributariDichiarazioni fraudolente, fatture false, occultamento di scritture, sottrazione fraudolenta; infedele, omessa e indebita compensazione nelle frodi IVA transfrontaliere oltre 10 milioni25-quinquiesdeciesSì (divieto di contrattare, esclusione da finanziamenti, divieto di pubblicità)
AmbienteInquinamento e disastro ambientale, gestione illecita di rifiuti, scarichi25-undeciesSì per i più gravi
Informatici e datiAccesso abusivo, danneggiamento di sistemi, frode informatica, trattamento illecito di dati24-bis
LavoroIntermediazione illecita e sfruttamento (caporalato), impiego di stranieri irregolari25-quinquies, 25-duodecies
Contrabbando e acciseContrabbando doganale sopra soglia25-sexiesdecies

L'elenco cambia spesso: la verifica va fatta sul testo vigente degli artt. 24-25-duodevicies. Restano fuori, tra i più frequenti nelle imprese, la bancarotta, l'appropriazione indebita, la truffa tra privati, l'usura come vittima, l'omesso versamento di ritenute e IVA (non presupposto), gli infortuni con lesioni lievi.

Che cosa può fare l'impresa subito

  • Rappresentante e difensore autonomi (art. 39): se l'amministratore è indagato, un altro soggetto rappresenta l'ente; il difensore dell'ente non è quello dell'amministratore.
  • Modello e organismo: se il modello non c'era, adottarlo e attuarlo ora non esime, ma è una delle condizioni per evitare le interdittive (17) e per lo sconto (12); se c'era, raccogliere subito la prova della sua attuazione (formazione, flussi informativi, verbali dell'OdV, sanzioni disciplinari applicate).
  • Riparazione: risarcimento del danno, eliminazione delle conseguenze, messa a disposizione del profitto per la confisca (deposito o cauzione): prima dell'apertura del dibattimento; nelle cautelari, la richiesta di sospensione della misura con cauzione (49).
  • Il profitto: contestare la quantificazione (il profitto è il vantaggio economico «di diretta e immediata derivazione» dal reato, al netto — secondo la giurisprudenza — di ciò che il danneggiato ha effettivamente ricevuto nei rapporti contrattuali); il sequestro non può eccederlo; il riesame entro dieci giorni.
  • Gare e finanziamenti: un procedimento 231 pendente va dichiarato quando le stazioni appaltanti lo chiedono (grave illecito professionale); l'interdittiva, anche cautelare, esclude; il commissario giudiziale consente di continuare i contratti pubblici in corso (Licenze, autorizzazioni e appalti).

Casi frequenti

  • «Sono l'amministratore unico e indagato: chi difende la società?» Non tu: l'ente deve nominare un procuratore speciale o un altro rappresentante (39, comma 1) e un difensore proprio; gli atti compiuti dal rappresentante imputato per l'ente sono inefficaci.
  • «Hanno sequestrato i conti della società per l'IVA evasa dall'amministratore.» Per i reati tributari presupposto (fraudolenti) il sequestro può colpire direttamente l'ente per il profitto; per l'omesso versamento IVA (non presupposto) il sequestro per equivalente sui beni dell'ente è ammesso dalla giurisprudenza solo per il profitto rimasto nelle casse della società (sequestro diretto), non per equivalente sui beni sociali: il riesame lo verifica.
  • «Il modello c'era ma era una copia scaricata da internet.» Un modello non «efficacemente attuato» non esime: l'esimente richiede mappatura dei rischi, protocolli, formazione, OdV che vigila davvero, sistema disciplinare; la prova è a carico dell'ente per i reati degli apicali.
  • «Ci propongono il patteggiamento dell'ente con 200 quote.» Verifica il valore della quota (tra 258 e 1.549 euro) e che il giudice non intenda applicare interdittive definitive (rigetterebbe, 63, comma 3); con la riparazione le interdittive sono escluse e la pecuniaria ridotta.
  • «Siamo una piccola srl, vale anche per noi?» Sì: il 231 non ha soglie dimensionali; per gli enti di piccole dimensioni l'organismo di vigilanza può coincidere con l'organo dirigente (6, comma 4); il modello semplificato è possibile ma deve esistere.

Fonti

D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, artt. 1, 5, 6, 7, 9, 10, 11, 12, 13, 15, 17, 19, 22, 24-25-duodevicies, 38, 39, 45, 47, 49, 53, 55, 58, 59, 63, 64, 78, 80-82 (testo vigente su normattiva.it); D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36, art. 94 e seguenti. Verificato il 20 settembre 2026.

Dove chiedere aiuto

Questo sito spiega. Non difende nessuno e non risponde a nessuno.

Non ha un modulo di contatto e non ha un telefono. Chi ha un procedimento in corso ha bisogno di un difensore e dei canali ufficiali, che sono gli stessi per tutti:

  • Un avvocato penalista — l'albo del Consiglio nazionale forense (consiglionazionaleforense.it) e l'albo online dell'Ordine della tua città dicono chi è davvero avvocato; presso ogni Ordine ci sono gli elenchi dei difensori d'ufficio e del patrocinio a spese dello Stato.
  • Il difensore d'ufficio — se non ne hai uno, la polizia o il giudice ne nominano uno dagli elenchi (art. 97 c.p.p.); è tuo diritto sostituirlo con uno di fiducia in qualunque momento.
  • La cancelleria e la segreteria della Procura — per la richiesta ex art. 335 c.p.p. (sapere se sei iscritto), per le copie degli atti depositati e per la nomina del difensore.
  • Il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà (garantenazionaleprivatiliberta.it) e i garanti regionali e comunali — per chi è in carcere o in un luogo di custodia.
  • Il 1522 (antiviolenza e stalking, 24 ore su 24), il 112 e i centri antiviolenza — per chi è vittima; il 800 290 290 antitratta.

La pagina Il difensore spiega come si sceglie e si verifica un avvocato, che cosa fa il difensore d'ufficio e come si ottiene il patrocinio a spese dello Stato.