Le conseguenze fuori dal tribunale · Conseguenza
L'impresa e la responsabilità 231
Quando l'amministratore, il dirigente o il dipendente commette un reato «nell'interesse o a vantaggio» della società, la società risponde da sé, con sanzioni proprie: pecuniarie per quote, interdittive che possono fermare l'attività, confisca del profitto. È la responsabilità del D.Lgs. 231/2001, che ha un processo parallelo a quello della persona fisica, misure cautelari proprie e un'esimente costruita sull'organizzazione: il modello adottato «prima» e l'organismo che vigila. Questa pagina spiega quando scatta, che cosa rischia l'impresa, che cosa può fare subito — modello, riparazione, patteggiamento — e come convivono le difese dell'amministratore indagato e dell'ente.
In breve
- «L'ente è responsabile per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio» da chi ha «funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione» o esercita «anche di fatto, la gestione e il controllo» (apicali), e da chi è sottoposto alla loro direzione o vigilanza (art. 5 D.Lgs. 231/2001); «non risponde se le persone… hanno agito nell'interesse esclusivo proprio o di terzi» (comma 2). Vale per società, associazioni, enti anche senza personalità giuridica; non per lo Stato, gli enti pubblici territoriali e gli enti non economici. E vale solo per i reati presupposto elencati (artt. 24-25-duodevicies): corruzione e reati contro la PA, reati societari e falso in bilancio, riciclaggio e autoriciclaggio, omicidio e lesioni colposi per violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro, reati ambientali, tributari (dal 2019-2020), informatici, contraffazione, contrabbando, caporalato, e altri. Non la bancarotta, non la truffa semplice, non i reati di impresa «comuni» fuori elenco.
- L'esimente: per i reati degli apicali «l'ente non risponde se prova» di aver «adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie», di aver affidato la vigilanza a «un organismo… dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo», che le persone hanno agito «eludendo fraudolentemente i modelli» e che non c'è stata «omessa o insufficiente vigilanza» (art. 6). Per i sottoposti, l'ente risponde solo se il reato è stato reso possibile dall'inosservanza degli obblighi di direzione o vigilanza, esclusa se c'è un modello idoneo (art. 7). Un modello adottato dopo non esime, ma riduce la sanzione e blocca le interdittive.
- Le sanzioni (art. 9): sempre la pecuniaria «per quote», da cento a mille quote di importo tra 258 e 1.549 euro ciascuna, secondo gravità e condizioni economiche (art. 10-11; per alcuni illeciti in percentuale del fatturato); le interdittive — interdizione dall'attività, sospensione o revoca di licenze e concessioni, divieto di contrattare con la PA, esclusione da finanziamenti, divieto di pubblicità — solo per i reati che le prevedono e se c'è «profitto di rilevante entità» con reato degli apicali (o carenze organizzative per i sottoposti) o reiterazione, da tre mesi a due anni (art. 13); la confisca del prezzo o del profitto, anche per equivalente, «sempre» con la condanna (art. 19); la pubblicazione della sentenza.
- Prima della sentenza: misure cautelari interdittive all'ente se ci sono «gravi indizi» della responsabilità e «fondati e specifici elementi» di pericolo di reiterazione (art. 45), con il contraddittorio anticipato in udienza (art. 47), e in luogo dell'interruzione il commissario giudiziale se l'ente svolge un servizio pubblico o l'interruzione avrebbe «rilevanti ripercussioni sull'occupazione» (art. 15; 45, comma 3); il sequestro preventivo del profitto ai fini della confisca (art. 53), che è il modo in cui l'ente «scopre» il procedimento: conti aziendali bloccati per l'importo del profitto.
- Le uscite: la riparazione prima dell'apertura del dibattimento — risarcimento integrale ed eliminazione delle conseguenze, modello adottato e attuato, profitto «messo a disposizione» per la confisca — esclude le interdittive (art. 17) e riduce la pecuniaria da un terzo alla metà (art. 12, comma 2; fino ai due terzi con entrambe le condizioni); il patteggiamento dell'ente (art. 63) è ammesso se l'imputato persona fisica patteggia o può patteggiare, o se è prevista la sola pecuniaria, con lo sconto di un terzo; l'archiviazione la decide il PM con decreto comunicato al procuratore generale (art. 58), senza il controllo del GIP.
Che cosa succede, nell'ordine
- L'iscrizione dell'ente nel registro delle notizie di reato (art. 55), di regola insieme all'amministratore o al dipendente indagato; l'ente ha diritto agli avvisi (informazione di garanzia, 415-bis) e partecipa «con il proprio rappresentante legale», salvo che questi sia imputato del reato presupposto: in quel caso l'ente nomina un altro rappresentante (art. 39): è la prima decisione da prendere, perché un rappresentante imputato non può difendere l'ente.
- Le misure: il sequestro preventivo del profitto (53) sui conti e sui beni; le interdittive cautelari (45) con udienza in contraddittorio (47) e la possibilità di chiedere la sospensione della misura offrendo la riparazione (art. 49: l'ente chiede la sospensione con cauzione per adempiere alle condizioni dell'art. 17).
- La difesa dell'ente è diversa da quella dell'amministratore: può sostenere che il reato non c'è (come lui), ma anche che non c'era interesse o vantaggio, che l'autore ha agito «nell'interesse esclusivo proprio», che il modello esisteva ed è stato eluso fraudolentemente, che l'organismo ha vigilato; i due difensori possono trovarsi in conflitto (l'ente che scarica sull'apicale): il rappresentante nominato e il difensore dell'ente devono essere indipendenti dall'indagato.
- Contestazione e processo: la contestazione dell'illecito è nell'atto con cui il PM esercita l'azione (59); il processo dell'ente si svolge insieme a quello dell'imputato (art. 38), con gli stessi riti: abbreviato, patteggiamento (63), decreto penale (64) per la sola pecuniaria.
- La sentenza: condanna con pecuniaria, eventuali interdittive (o commissario), confisca, pubblicazione; iscrizione nell'anagrafe nazionale delle sanzioni amministrative dipendenti da reato (artt. 80-82); effetti sulle gare (il D.Lgs. 36/2023 esclude dagli appalti gli operatori con interdittive 231 e valuta le condanne); l'estinzione della sanzione pecuniaria e la riabilitazione dell'ente seguono regole proprie (artt. 22, 78).
Reati presupposto ricorrenti nelle imprese
| Area | Reati (esempi) | Norma 231 | Interdittive? |
|---|---|---|---|
| Pubblica amministrazione | Corruzione, concussione, induzione indebita, traffico di influenze, truffa ai danni dello Stato, malversazione, frode informatica contro la PA, turbata libertà degli incanti | 24, 25 | Sì, anche fino a 4-7 anni per corruzione con profitto rilevante (25, c. 5) |
| Societari | False comunicazioni sociali, impedito controllo, illecite operazioni sul capitale, corruzione tra privati | 25-ter | Solo per la corruzione tra privati |
| Sicurezza sul lavoro | Omicidio colposo e lesioni gravi o gravissime con violazione delle norme antinfortunistiche | 25-septies | Sì |
| Riciclaggio e patrimonio | Ricettazione, riciclaggio, autoriciclaggio, impiego di denaro di provenienza illecita | 25-octies | Sì |
| Tributari | Dichiarazioni fraudolente, fatture false, occultamento di scritture, sottrazione fraudolenta; infedele, omessa e indebita compensazione nelle frodi IVA transfrontaliere oltre 10 milioni | 25-quinquiesdecies | Sì (divieto di contrattare, esclusione da finanziamenti, divieto di pubblicità) |
| Ambiente | Inquinamento e disastro ambientale, gestione illecita di rifiuti, scarichi | 25-undecies | Sì per i più gravi |
| Informatici e dati | Accesso abusivo, danneggiamento di sistemi, frode informatica, trattamento illecito di dati | 24-bis | Sì |
| Lavoro | Intermediazione illecita e sfruttamento (caporalato), impiego di stranieri irregolari | 25-quinquies, 25-duodecies | Sì |
| Contrabbando e accise | Contrabbando doganale sopra soglia | 25-sexiesdecies | Sì |
L'elenco cambia spesso: la verifica va fatta sul testo vigente degli artt. 24-25-duodevicies. Restano fuori, tra i più frequenti nelle imprese, la bancarotta, l'appropriazione indebita, la truffa tra privati, l'usura come vittima, l'omesso versamento di ritenute e IVA (non presupposto), gli infortuni con lesioni lievi.
Che cosa può fare l'impresa subito
- Rappresentante e difensore autonomi (art. 39): se l'amministratore è indagato, un altro soggetto rappresenta l'ente; il difensore dell'ente non è quello dell'amministratore.
- Modello e organismo: se il modello non c'era, adottarlo e attuarlo ora non esime, ma è una delle condizioni per evitare le interdittive (17) e per lo sconto (12); se c'era, raccogliere subito la prova della sua attuazione (formazione, flussi informativi, verbali dell'OdV, sanzioni disciplinari applicate).
- Riparazione: risarcimento del danno, eliminazione delle conseguenze, messa a disposizione del profitto per la confisca (deposito o cauzione): prima dell'apertura del dibattimento; nelle cautelari, la richiesta di sospensione della misura con cauzione (49).
- Il profitto: contestare la quantificazione (il profitto è il vantaggio economico «di diretta e immediata derivazione» dal reato, al netto — secondo la giurisprudenza — di ciò che il danneggiato ha effettivamente ricevuto nei rapporti contrattuali); il sequestro non può eccederlo; il riesame entro dieci giorni.
- Gare e finanziamenti: un procedimento 231 pendente va dichiarato quando le stazioni appaltanti lo chiedono (grave illecito professionale); l'interdittiva, anche cautelare, esclude; il commissario giudiziale consente di continuare i contratti pubblici in corso (Licenze, autorizzazioni e appalti).
Casi frequenti
- «Sono l'amministratore unico e indagato: chi difende la società?» Non tu: l'ente deve nominare un procuratore speciale o un altro rappresentante (39, comma 1) e un difensore proprio; gli atti compiuti dal rappresentante imputato per l'ente sono inefficaci.
- «Hanno sequestrato i conti della società per l'IVA evasa dall'amministratore.» Per i reati tributari presupposto (fraudolenti) il sequestro può colpire direttamente l'ente per il profitto; per l'omesso versamento IVA (non presupposto) il sequestro per equivalente sui beni dell'ente è ammesso dalla giurisprudenza solo per il profitto rimasto nelle casse della società (sequestro diretto), non per equivalente sui beni sociali: il riesame lo verifica.
- «Il modello c'era ma era una copia scaricata da internet.» Un modello non «efficacemente attuato» non esime: l'esimente richiede mappatura dei rischi, protocolli, formazione, OdV che vigila davvero, sistema disciplinare; la prova è a carico dell'ente per i reati degli apicali.
- «Ci propongono il patteggiamento dell'ente con 200 quote.» Verifica il valore della quota (tra 258 e 1.549 euro) e che il giudice non intenda applicare interdittive definitive (rigetterebbe, 63, comma 3); con la riparazione le interdittive sono escluse e la pecuniaria ridotta.
- «Siamo una piccola srl, vale anche per noi?» Sì: il 231 non ha soglie dimensionali; per gli enti di piccole dimensioni l'organismo di vigilanza può coincidere con l'organo dirigente (6, comma 4); il modello semplificato è possibile ma deve esistere.
Fonti
D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, artt. 1, 5, 6, 7, 9, 10, 11, 12, 13, 15, 17, 19, 22, 24-25-duodevicies, 38, 39, 45, 47, 49, 53, 55, 58, 59, 63, 64, 78, 80-82 (testo vigente su normattiva.it); D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36, art. 94 e seguenti. Verificato il 20 settembre 2026.
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- La cancelleria e la segreteria della Procura — per la richiesta ex art. 335 c.p.p. (sapere se sei iscritto), per le copie degli atti depositati e per la nomina del difensore.
- Il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà (garantenazionaleprivatiliberta.it) e i garanti regionali e comunali — per chi è in carcere o in un luogo di custodia.
- Il 1522 (antiviolenza e stalking, 24 ore su 24), il 112 e i centri antiviolenza — per chi è vittima; il 800 290 290 antitratta.
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