indagato.com

La fine delle indagini · Atto ricevuto

L'avviso di conclusione delle indagini: i venti giorni che contano

Per la maggior parte degli indagati è l'atto più importante che riceveranno: dice che il pubblico ministero ha finito, non intende archiviare, e ti dà venti giorni per leggere tutto ciò che ha raccolto e per rispondere prima che decida come portarti a processo. È anche l'atto più sprecato, perché arriva con un linguaggio burocratico e molti lo mettono in un cassetto. Questa pagina spiega che cosa contiene, che cosa puoi fare nei venti giorni, e perché quei venti giorni valgono spesso più dell'intero processo.

Verificato il 20 settembre 2026Lettura: 8 min

In breve

  1. L'avviso arriva «prima della scadenza del termine» delle indagini, anche prorogato, quando il PM «non deve formulare richiesta di archiviazione» (art. 415-bis, comma 1, c.p.p.): significa che intende esercitare l'azione penale. È notificato a te e al difensore e, per maltrattamenti e stalking, anche alla persona offesa.
  2. Contiene «la sommaria enunciazione del fatto per il quale si procede, delle norme di legge che si assumono violate, della data e del luogo del fatto», e «l'avvertimento che la documentazione relativa alle indagini espletate è depositata presso la segreteria del pubblico ministero e che l'indagato e il suo difensore hanno facoltà di prenderne visione ed estrarne copia» (comma 2). Il fascicolo, per la prima volta, è tutto leggibile.
  3. Entro venti giorni dalla notifica puoi «presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore, chiedere al pubblico ministero il compimento di atti di indagine, nonché di presentarsi per rilasciare dichiarazioni ovvero chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio. Se l'indagato chiede di essere sottoposto ad interrogatorio il pubblico ministero deve procedervi» (comma 3). Per le intercettazioni, venti giorni anche per chiedere copia delle registrazioni rilevanti (comma 2-bis).
  4. Se chiedi atti di indagine e il PM li dispone, «devono essere compiute entro trenta giorni», prorogabili dal GIP di sessanta (comma 4); gli atti e le tue dichiarazioni sono utilizzabili anche oltre i termini delle indagini (comma 5). Il PM non è obbligato a fare le indagini che chiedi, ma è obbligato a interrogarti.
  5. Senza l'avviso, o senza l'interrogatorio richiesto, la richiesta di rinvio a giudizio e il decreto di citazione «sono nulli» (artt. 416, comma 1; 552, comma 2). Dopo i venti giorni il PM ha tre mesi (nove per i reati gravi) per decidere (art. 407-bis, comma 2): rinvio a giudizio, citazione diretta, decreto penale, oppure, se ciò che hai depositato lo convince, archiviazione.

Perché arriva, e che cosa significa

L'avviso è un atto dovuto: il PM lo notifica prima di esercitare l'azione penale con richiesta di rinvio a giudizio o citazione diretta, per garantire il contraddittorio prima dell'accusa. Non è dovuto quando il PM chiede l'archiviazione, né quando procede con giudizio immediato (dove l'interrogatorio o l'invito a interrogatorio lo sostituiscono), con decreto penale (art. 459) o con direttissimo. Ricevere l'avviso significa quindi che il PM ha deciso di non archiviare, ma non che ha deciso come procedere: dopo i venti giorni può ancora scegliere il decreto penale o, se le tue memorie lo convincono, la richiesta di archiviazione.

L'avviso deve contenere la «sommaria enunciazione del fatto»: non l'imputazione definitiva, ma abbastanza da capire di che cosa sei accusato. Se il fatto è descritto in modo incomprensibile o manca, l'avviso è viziato e il difensore lo eccepisce; il rimedio ordinario è però leggere il fascicolo, che spiega ciò che l'avviso non dice.

I venti giorni: che cosa fare, in ordine

  1. Segna la data di notifica: i venti giorni decorrono da lì, per te e per il difensore separatamente se le notifiche sono avvenute in giorni diversi; il termine è di venti giorni di calendario; sulla sospensione feriale di agosto la regola prudente è non contarci, perché i termini della fase delle indagini ne sono di regola esclusi. Se l'avviso è stato notificato solo al difensore e tu ne vieni a sapere dopo, dillo subito: la notifica a te è necessaria.
  2. Chiedi le copie del fascicolo, subito, in formato digitale: verbali, informative, sommarie informazioni, consulenze, intercettazioni (per le quali serve una richiesta specifica di copia delle registrazioni «indicate come rilevanti», con venti giorni per indicare le «ulteriori registrazioni ritenute rilevanti», comma 2-bis). I tempi delle segreterie possono mangiare metà del termine: la richiesta va fatta il giorno stesso, e la data della richiesta va documentata (Le copie).
  3. Leggi tutto con il difensore: che cosa c'è, che cosa manca, che cosa è a tuo favore (il PM ha l'obbligo di raccogliere anche gli elementi a favore, art. 358, ma nessuno di valorizzarli), quali atti sono fuori termine (art. 407, comma 3), se l'iscrizione è tardiva (retrodatazione, art. 335-quater, venti giorni da quando lo scopri), se la qualificazione giuridica è quella giusta, se la querela c'è ed è tempestiva.
  4. Decidi la linea: puntare all'archiviazione (memoria e documenti che dimostrano l'insussistenza del fatto, l'estraneità, la mancanza di dolo, la tenuità, la prescrizione, il difetto di querela); puntare a una qualificazione più lieve (che cambia il giudice, i riti, la pena, il casellario); preparare il rito (patteggiamento, messa alla prova, oblazione) da chiedere subito dopo; oppure non fare nulla e attendere il processo, che è una scelta legittima quando ogni cosa detta ora aiuterebbe l'accusa a correggersi.
  5. Scrivi la memoria (art. 121 e art. 415-bis, comma 3): fatti, documenti, testimoni da sentire con nome e indirizzo e l'indicazione di ciò che sanno, richieste di atti di indagine specifiche (una consulenza, l'acquisizione di un documento, l'audizione di una persona, un confronto). Le richieste generiche non ottengono nulla; quelle specifiche, quando il PM le disattende, pesano nell'udienza preliminare e nel processo.
  6. Chiedi l'interrogatorio, se è la linea: «il pubblico ministero deve procedervi», e senza interrogatorio la richiesta di rinvio a giudizio è nulla. È l'interrogatorio che si fa a carte scoperte, con gli atti letti, e per questo è quello in cui parlare può servire; oppure presentati «per rilasciare dichiarazioni», che è la forma libera. In alternativa, la memoria vale come dichiarazione scritta e non ti espone alle domande (L'interrogatorio).
  7. Investigazioni difensive (art. 391-bis e seguenti): sentire persone, acquisire documenti, far redigere consulenze, fare accessi ai luoghi, e depositare tutto nel fascicolo del difensore (art. 391-octies), che il giudice dell'udienza preliminare legge. Venti giorni sono pochi: se sai dell'indagine da prima, le investigazioni si fanno prima.
  8. Giustizia riparativa: l'avviso ti informa della «facoltà di accedere ai programmi di giustizia riparativa» (comma 3); un programma avviato può portare, nei reati a querela, alla remissione, e in tutti a una valutazione diversa della pena e dei riti (La giustizia riparativa).

Che cosa succede dopo

Scelta del PMQuandoAtto che riceviTermini tuoi
ArchiviazioneSe le memorie o le nuove indagini tolgono la «ragionevole previsione di condanna»Nulla, di regola (il decreto di archiviazione ti è notificato solo se sei stato in custodia); lo sai chiedendo il certificato dell'art. 335 o tramite il difensore
Richiesta di rinvio a giudizio (reati con udienza preliminare)Entro tre mesi dalla scadenza dei venti giorni (nove per i reati gravi)Avviso dell'udienza preliminare, con la richiesta, almeno dieci giorni prima (art. 419)Riti alternativi da chiedere prima della conclusione della discussione in udienza preliminare (L'udienza preliminare)
Citazione diretta (contravvenzioni, delitti fino a quattro anni, elenco dell'art. 550)Stesso termineDecreto di citazione all'udienza predibattimentale, almeno sessanta giorni prima (art. 552)Riti e oblazione prima della sentenza di non luogo a procedere in udienza predibattimentale (art. 554-ter) (La citazione diretta)
Decreto penale di condannaEntro un anno dall'iscrizione, se il PM ritiene adeguata una pena pecuniariaIl decreto, notificatoQuindici giorni per l'opposizione (Il decreto penale)
Giudizio immediatoSolo se non è stato notificato l'avviso e ci sono prova evidente e interrogatorioDecreto di giudizio immediatoQuindici giorni per abbreviato o patteggiamento

Il PM ha «tre mesi dalla scadenza dei termini di cui all'articolo 415-bis, commi 3 e 4» per decidere (art. 407-bis, comma 2); nella pratica il tempo tra l'avviso e la citazione può essere molto più lungo, e il difensore può sollecitare con l'istanza dell'art. 415-ter (I termini).

Casi frequenti

  • «Ho ricevuto l'avviso ma non ho un avvocato.» Insieme all'avviso, o prima, deve esserti stata notificata la comunicazione del difensore d'ufficio (art. 369-bis); nominane uno di fiducia subito, perché i venti giorni corrono. Il difensore d'ufficio indicato può assisterti, a pagamento salvo patrocinio.
  • «L'avviso descrive un fatto diverso da quello dell'informazione di garanzia.» Le iscrizioni possono essere aggiornate (art. 335, comma 2); la sommaria enunciazione dell'avviso è quella che conta per l'esercizio dell'azione penale; se il fatto è nuovo, verifica i termini dalla nuova iscrizione.
  • «Ho chiesto l'interrogatorio e non mi hanno mai convocato, ma è arrivata la citazione.» Il decreto è nullo (art. 552, comma 2): il difensore eccepisce la nullità nell'udienza predibattimentale, con restituzione degli atti al PM.
  • «Il PM ha rigettato le mie richieste di indagine.» Non c'è un rimedio diretto; le richieste vanno riproposte al giudice dell'udienza preliminare (che può disporre l'integrazione delle indagini, art. 421-bis) o come prove in dibattimento; le investigazioni difensive coprono il resto.
  • «Sono la persona offesa di maltrattamenti e ho ricevuto l'avviso.» Per i reati degli artt. 572 e 612-bis c.p. l'avviso è notificato anche a te o al tuo difensore: non hai i venti giorni dell'indagato, ma puoi presentare memorie (art. 90) e prepararti a costituirti parte civile.
  • «Sono passati due anni dall'avviso e non è arrivato nulla.» Chiedi il certificato dell'art. 335: il procedimento può essere stato archiviato senza che tu lo sappia, oppure è fermo e si può sollecitare.

Fonti

Codice di procedura penale, artt. 90, 121, 335, 335-quater, 358, 369-bis, 391-bis, 391-octies, 405, 407, 407-bis, 415-bis, 415-ter, 416, 419, 421-bis, 453, 459, 550, 552, 554-ter (testo vigente su normattiva.it); D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150; D.Lgs. 19 marzo 2024, n. 31 (abrogazione dei commi 5-bis e seguenti dell'art. 415-bis). Verificato il 20 settembre 2026.

Dove chiedere aiuto

Questo sito spiega. Non difende nessuno e non risponde a nessuno.

Non ha un modulo di contatto e non ha un telefono. Chi ha un procedimento in corso ha bisogno di un difensore e dei canali ufficiali, che sono gli stessi per tutti:

  • Un avvocato penalista — l'albo del Consiglio nazionale forense (consiglionazionaleforense.it) e l'albo online dell'Ordine della tua città dicono chi è davvero avvocato; presso ogni Ordine ci sono gli elenchi dei difensori d'ufficio e del patrocinio a spese dello Stato.
  • Il difensore d'ufficio — se non ne hai uno, la polizia o il giudice ne nominano uno dagli elenchi (art. 97 c.p.p.); è tuo diritto sostituirlo con uno di fiducia in qualunque momento.
  • La cancelleria e la segreteria della Procura — per la richiesta ex art. 335 c.p.p. (sapere se sei iscritto), per le copie degli atti depositati e per la nomina del difensore.
  • Il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà (garantenazionaleprivatiliberta.it) e i garanti regionali e comunali — per chi è in carcere o in un luogo di custodia.
  • Il 1522 (antiviolenza e stalking, 24 ore su 24), il 112 e i centri antiviolenza — per chi è vittima; il 800 290 290 antitratta.

La pagina Il difensore spiega come si sceglie e si verifica un avvocato, che cosa fa il difensore d'ufficio e come si ottiene il patrocinio a spese dello Stato.