indagato.com

I reati frequenti · Scheda reato

Furto, ricettazione, appropriazione indebita: le tre accuse e le loro differenze

Un supermercato, una bicicletta, un telefono comprato a poco, i soldi del socio non restituiti: i reati contro il patrimonio senza violenza sono i più comuni dopo quelli stradali, e dal 2022 molti di loro si chiudono con una remissione o una riparazione, perché il legislatore li ha resi procedibili a querela. Ma la stessa cosa presa in un'abitazione, o strappata di mano, porta al carcere; e ricevere una cosa rubata è punito più severamente che rubarla. Questa scheda mette in fila le norme, le aggravanti che cambiano tutto, che cosa può fare la polizia, e le strade per chiudere.

Verificato il 20 settembre 2026Lettura: 9 min

In breve

  1. Furto (art. 624 c.p.): «chiunque s'impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto» è punito con «la reclusione da sei mesi a tre anni» e la multa; dal 2022 «il delitto è punibile a querela della persona offesa», salvo che la vittima sia incapace o che il fatto riguardi cose in uffici pubblici, sottoposte a sequestro, destinate a pubblico servizio (n. 7, tranne quelle «esposte alla pubblica fede») o materiali di infrastrutture (n. 7-bis). Furto aggravato (art. 625): «reclusione da due a sei anni» con violenza sulle cose o mezzo fraudolento, armi, destrezza, tre o più persone o travisamento, bagagli, cose esposte alla pubblica fede (l'auto in strada, la bici, la merce sugli scaffali), mezzi pubblici, prelievi al bancomat; «da tre a dieci anni» con due aggravanti. Anche il furto aggravato è a querela, salvo i casi indicati.
  2. Furto in abitazione e con strappo (art. 624-bis): «da quattro a sette anni», e dal 2025 la stessa pena per chi «agendo con destrezza direttamente su mezzi di pagamento anche elettronici, documenti di identità, strumenti informatici o telematici o telefoni cellulari» o su somme di rilevante valore se ne impossessa; «da sei a dieci anni» se aggravato. Sempre d'ufficio, arresto obbligatorio, custodia in carcere possibile anche con pena prevedibile sotto i tre anni.
  3. Ricettazione (art. 648): «fuori dei casi di concorso nel reato, chi, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, acquista, riceve od occulta denaro o cose provenienti da un qualsiasi delitto» è punito «con la reclusione da due ad otto anni»; «se il fatto è di particolare tenuità», fino a sei anni. D'ufficio, senza querela: la ricettazione è punita di più del furto, e il compratore del telefono «a prezzo troppo basso» ne risponde se doveva accorgersene (dolo, anche eventuale).
  4. Appropriazione indebita (art. 646): «chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria il denaro o la cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso» è punito «a querela della persona offesa, con la reclusione fino a tre anni»: il noleggio non restituito, l'acconto trattenuto, il conto del cliente usato. È il reato dei rapporti di fiducia finiti male.
  5. Le uscite: per i reati a querela, remissione (spesso con la restituzione o il pagamento) e riparazione integrale prima del dibattimento (art. 162-ter); l'attenuante del «danno patrimoniale di speciale tenuità» (art. 62, n. 4) che esclude l'arresto obbligatorio per i furti aggravati e riduce la pena; la tenuità del fatto (art. 131-bis); la messa alla prova; tra congiunti conviventi, la non punibilità (art. 649). Per il furto in abitazione e la ricettazione, patteggiamento e abbreviato.

Le fasce

ReatoPenaProcedibilitàArrestoRito tipico
Furti minori (626: uso momentaneo con restituzione immediata, tenue valore per grave bisogno, spigolamento)Fino a 1 anno o multaQuerelaNoTribunale monocratico, citazione diretta; remissione, tenuità
Furto semplice (624)6 mesi-3 anni e multaQuerela (d'ufficio se vittima incapace, cose pubbliche non esposte alla pubblica fede, infrastrutture)Facoltativo (381, comma 2, lettera g), se c'è querela e «gravità» o «pericolosità»Citazione diretta; remissione, riparazione, tenuità, messa alla prova, decreto penale
Furto aggravato (625, una aggravante)2-6 anni e multa 927-1.500 €Querela, salvo n. 7 (non pubblica fede) e 7-bis e vittima incapaceObbligatorio per violenza sulle cose (n. 2, prima ipotesi), armi (3), tre persone o travisamento (5), infrastrutture (7-bis), «salvo che ricorra» l'attenuante del danno lieve (art. 380, comma 2, lettera e); facoltativo per le altreCitazione diretta (550, comma 2: furto aggravato); messa alla prova ammessa; patteggiamento
Furto pluriaggravato (625, ultimo comma)3-10 anniQuerela, salvo i casi indicatiObbligatorio per le aggravanti indicateUdienza preliminare; tribunale monocratico
Furto in abitazione, con strappo, con destrezza su telefoni e mezzi di pagamento (624-bis)4-7 anni; 6-10 (o 5-10 per lo strappo) se aggravatoD'ufficioObbligatorio (380, comma 2, lettera e-bis), salvo l'attenuante del danno lieveUdienza preliminare o immediato; custodia in carcere anche con pena prevedibile fino a tre anni (275, comma 2-bis); messa alla prova esclusa; patteggiamento e abbreviato
Appropriazione indebita (646)Fino a 3 anni e multa; aumentata per il deposito necessarioQuerela (tre mesi dalla conoscenza)Facoltativo (381, comma 2, lettera l)Citazione diretta; remissione con restituzione; riparazione; messa alla prova
Ricettazione (648)2-8 anni e multa; fino a 6 se «di particolare tenuità»; 1-4 se da contravvenzione; aumentata da rapina, estorsione, furto di infrastrutture, o «nell'esercizio di un'attività professionale»D'ufficioObbligatorio nell'ipotesi aggravata (380 lettera f-bis); facoltativo negli altri casiCitazione diretta (550, comma 2); messa alla prova (art. 550 c. 2); patteggiamento; l'attenuante della tenuità del fatto riduce la pena

Le aggravanti sono il cuore di questi processi. «Cose esposte alla pubblica fede» sono quelle lasciate senza custodia per necessità o consuetudine: l'auto parcheggiata, la bici legata, la merce sugli scaffali del supermercato secondo una giurisprudenza consolidata (ma per il supermercato la Cassazione distingue in base alla sorveglianza). La «destrezza» richiede un'abilità che elude l'attenzione della vittima, non il semplice approfittare della distrazione, dopo le Sezioni Unite del 2017. La «violenza sulle cose» è la forzatura, la rottura, lo strappo dell'antitaccheggio. Il furto nel supermercato con superamento delle casse è consumato; fermato prima è tentato, e la giurisprudenza discute se la sorveglianza del personale lo renda sempre tentato. L'attenuante del danno di speciale tenuità (art. 62, n. 4) riguarda valori modesti (la giurisprudenza parla di poche decine di euro) e, per i furti aggravati, esclude l'arresto obbligatorio.

Dalla flagranza al processo

  1. Sul posto: il furto è quasi sempre scoperto in flagranza (la guardia giurata, l'allarme, la vittima che insegue); l'arresto da parte dei privati è consentito solo per i furti con arresto obbligatorio (art. 383: quindi il furto in abitazione, con strappo, con violenza sulle cose, in gruppo), non per il furto semplice; trattenere il ladro di un furto semplice fino all'arrivo della polizia è tollerato dalla giurisprudenza se breve. Per i reati a querela «l'arresto in flagranza può essere eseguito se la querela viene proposta, anche con dichiarazione resa oralmente» (art. 381, comma 3): il responsabile del negozio che dice «voglio querelare» rende possibile l'arresto; se poi rimette la querela, «l'arrestato è posto immediatamente in libertà».
  2. La convalida e la misura: per il furto in abitazione la custodia in carcere è frequente anche per chi ha una pena prevedibile bassa, perché l'art. 275, comma 2-bis, lo esclude dal limite dei tre anni; per il furto aggravato, obbligo di firma o domiciliari se ci sono precedenti; per il furto semplice, di regola nessuna misura (La convalida).
  3. La querela: la vittima ha tre mesi; senza querela il procedimento si chiude (art. 411); la remissione, anche dopo il rinvio a giudizio, estingue; dal 2022 la mancata comparizione del querelante in udienza come testimone vale remissione tacita; la restituzione della cosa o il pagamento sono il contenuto tipico dell'accordo, e per il supermercato la prassi è la remissione contro il pagamento della merce e di una somma (La remissione).
  4. La riparazione (art. 162-ter): per il furto semplice e aggravato a querela, la restituzione e il risarcimento integrale prima dell'apertura del dibattimento estinguono il reato anche senza remissione; il giudice valuta la congruità dell'offerta.
  5. Tenuità (art. 131-bis): per il furto semplice, i furti minori, l'appropriazione indebita, la ricettazione (pena minima di due anni, entro il limite dell'art. 131-bis), esclusa per il furto in abitazione (minimo quattro anni); il comportamento «non abituale» è il limite per chi ha precedenti.
  6. Messa alla prova: per il furto semplice e aggravato (art. 550, comma 2), l'appropriazione indebita, la ricettazione (art. 550, comma 2), non per il furto in abitazione.
  7. Il risarcimento: la parte civile chiede il valore della cosa e il danno; le assicurazioni contro il furto si rivalgono sul condannato.

Ricettazione: il reato di chi compra

La ricettazione punisce chi acquista, riceve od occulta cose «provenienti da un qualsiasi delitto», sapendo o dovendo sapere della provenienza; il dolo può essere eventuale, cioè il dubbio consapevole accettato, e la giurisprudenza lo desume dal prezzo irrisorio, dall'assenza di documenti, dalla qualità del venditore, dalle circostanze dell'acquisto. Per le cose «di tenue valore» comprate senza attenzione esiste l'incauto acquisto (art. 712 c.p.), contravvenzione punita con l'arresto fino a sei mesi o l'ammenda: è la qualificazione che la difesa chiede quando il dolo non è provato. La ricettazione non ammette la querela e si prescrive in otto anni (dieci con le interruzioni); la pena minima di due anni consente la sospensione condizionale al primo reato; la messa alla prova è ammessa perché il reato è tra quelli dell'art. 550, comma 2; l'attenuante della «particolare tenuità» del fatto (comma 4) abbassa la pena fino a sei anni senza minimo, e la giurisprudenza la applica alle cose di modesto valore. Chi ha comprato in buona fede e lo dimostra (documenti, prezzo di mercato, venditore identificabile) non è ricettatore; la sorte della cosa sequestrata tra lui e il proprietario derubato si decide con le regole civili sul possesso (art. 1153 c.c.) e, in caso di controversia, davanti al giudice civile (art. 263 c.p.p.).

Casi frequenti

  • «Ho preso merce per 40 euro al supermercato e mi hanno fermato all'uscita.» Furto (aggravato dall'esposizione alla pubblica fede secondo l'orientamento prevalente, ma con il danno lieve); a querela; l'arresto è facoltativo e di regola non avviene; la remissione contro il pagamento chiude quasi tutti questi casi; in alternativa tenuità o messa alla prova.
  • «Ho comprato un telefono a 100 euro da uno sconosciuto e risulta rubato.» Ricettazione se il dubbio era evidente (prezzo, assenza di scatola e fattura), incauto acquisto se no; il telefono va restituito; la difesa documenta l'acquisto.
  • «Il mio ex socio mi accusa di appropriazione indebita per i soldi del conto comune.» A querela entro tre mesi da quando ha saputo; la distinzione con l'inadempimento civile (il debito non pagato non è reato) è la difesa tipica; la restituzione e la remissione chiudono.
  • «Mio figlio ha rubato in casa mia.» Art. 649: non punibile per i fatti in danno di ascendenti e discendenti, salvo violenza alle persone.
  • «Sono accusato di furto in abitazione ma sono entrato in un garage.» Le «pertinenze» della privata dimora (garage, cantina, cortile recintato) rientrano nell'art. 624-bis secondo la giurisprudenza prevalente quando sono collegate all'abitazione; il negozio o l'ufficio no, salvo che vi si svolga vita privata. La qualificazione cambia la pena da due a quattro anni di minimo e l'arresto.

Fonti

Codice penale, artt. 61, 62, 131-bis, 152, 162-ter, 624, 624-bis, 625, 625-bis, 626, 646, 648, 649, 712; codice civile, art. 1153; codice di procedura penale, artt. 263, 275, 380, 381, 383, 411, 550, 554-bis; D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (procedibilità a querela del furto); L. 23 giugno 2017, n. 103 (pene dell'art. 625); DL 11 aprile 2025, n. 48 (art. 624-bis, terzo e quarto comma); Corte cost. 173/2025; Cass. pen., Sezioni Unite, 34090/2017 (destrezza). Verificato il 20 settembre 2026.

Dove chiedere aiuto

Questo sito spiega. Non difende nessuno e non risponde a nessuno.

Non ha un modulo di contatto e non ha un telefono. Chi ha un procedimento in corso ha bisogno di un difensore e dei canali ufficiali, che sono gli stessi per tutti:

  • Un avvocato penalista — l'albo del Consiglio nazionale forense (consiglionazionaleforense.it) e l'albo online dell'Ordine della tua città dicono chi è davvero avvocato; presso ogni Ordine ci sono gli elenchi dei difensori d'ufficio e del patrocinio a spese dello Stato.
  • Il difensore d'ufficio — se non ne hai uno, la polizia o il giudice ne nominano uno dagli elenchi (art. 97 c.p.p.); è tuo diritto sostituirlo con uno di fiducia in qualunque momento.
  • La cancelleria e la segreteria della Procura — per la richiesta ex art. 335 c.p.p. (sapere se sei iscritto), per le copie degli atti depositati e per la nomina del difensore.
  • Il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà (garantenazionaleprivatiliberta.it) e i garanti regionali e comunali — per chi è in carcere o in un luogo di custodia.
  • Il 1522 (antiviolenza e stalking, 24 ore su 24), il 112 e i centri antiviolenza — per chi è vittima; il 800 290 290 antitratta.

La pagina Il difensore spiega come si sceglie e si verifica un avvocato, che cosa fa il difensore d'ufficio e come si ottiene il patrocinio a spese dello Stato.